Drone russo colpisce in Romania, feriti due civili. NATO e UE: «Mossa sconsiderata». Crosetto: «Intollerabile»

venerdì, 29 Maggio 2026
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La guerra in Ucraina scavalca ancora una volta i confini dell’Alleanza Atlantica, portando il conflitto nel cuore dell’Europa. Nella notte, un drone russo è precipitato su un edificio civile in territorio romeno, causando il ferimento di due persone. Un incidente che ha immediatamente innescato una reazione a catena nelle cancellerie occidentali e che solleva interrogativi inquietanti sulla tenuta dei confini europei.

La reazione del Governo romeno

Il presidente della Romania, Nicusor Dan, ha convocato d’urgenza per questa mattina il Consiglio Supremo di Difesa Nazionale per valutare la risposta a quella che Bucarest definisce una violazione palese della sovranità nazionale. La ministra degli Esteri, Oana Toiu, ha diffuso la notizia su X, sottolineando la gravità dell’accaduto in un momento di altissima tensione sul fianco est.

Meloni: «Atto gravissimo, colpiti civili innocenti»

Dura la condanna del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, che in una nota ufficiale ha espresso solidarietà al popolo romeno:

«Questa notte un drone russo ha colpito un edificio civile in Romania, ferendo due cittadini sul territorio di uno Stato alleato e membro dell’Unione europea. Un atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea.»

Il monito di Crosetto e della NATO

Dallo scacchiere internazionale arriva la condanna della NATO, che ha definito il lancio del drone una «mossa sconsiderata». Nonostante l’Alleanza tenda solitamente a derubricare tali eventi come incidenti tecnici per evitare l’attivazione dell’Articolo 5, il tono si sta facendo sempre più aspro. Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha definito l’accaduto «intollerabile», ribadendo la necessità di proteggere ogni centimetro del territorio alleato. La preoccupazione del Ministro riflette un timore condiviso: la saturazione dei cieli ucraini e l’uso di droni a lungo raggio stanno rendendo gli “errori di traiettoria” una costante statistica pericolosa.

L’ombra di un conflitto allargato e il nodo della diplomazia

L’incidente in Romania non è un caso isolato, ma si inserisce in una dinamica complessiva che molti analisti definiscono ormai fuori controllo. Tra i corridoi diplomatici di Bruxelles e Washington iniziano a circolare suggestioni sempre più fosche sul futuro della sicurezza continentale. C’è chi sospetta, infatti, che questi sconfinamenti non siano semplici errori ma veri e propri test russi per saggiare i tempi di reazione della NATO, alimentando il timore che la tensione possa presto estendersi e spostarsi rapidamente verso i paesi baltici e oltre.

Molti osservatori ritengono che la dinamica bellica sia oramai partita e che sarà estremamente difficile fermarla, poiché ha assunto una velocità tale da rendere complesso un ritorno allo status quo. Il fatto che un drone colpisca un edificio civile in un paese alleato svela una amara verità: la sola deterrenza militare non basta più e, senza azioni diplomatiche immediate e decise, non si troverà alcun compromesso. Tutti i principali attori internazionali stanno convergendo sulla necessità di una massima azione diplomatica, una linea invocata anche dagli interventi di Crosetto e dei vertici della NATO.

L’Europa si risveglia oggi più fragile, conscia che la linea di demarcazione tra il conflitto ucraino e la sicurezza dei confini europei è diventata drammaticamente sottile.

Vittorio Zenardi

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