La testimonianza che cambia tutto
“Quella mattina per farla riprendere l’hanno tenuta sott’acqua, poi le hanno dato dello zucchero”, senza mai rivolgersi ai medici. È il racconto agghiacciante delle due sorelline di Beatrice, la bimba di due anni trovata morta il 9 febbraio a Bordighera. Una versione drammatica che ha rappresentato una svolta nelle indagini, del tutto incompatibile con quanto dichiarato inizialmente dalla madre e dal compagno.
Il telefono con le prove dell’orrore
Nel cellulare di Manuel Iannuzzi, compagno della madre della piccola, i carabinieri hanno rinvenuto immagini e video inquietanti: la bambina con il volto tumefatto dopo presunti pestaggi e, in un filmato, costretta a fumare una sigaretta tra le risate degli adulti mentre piangeva. Elementi che hanno rafforzato l’ipotesi di un contesto di violenze ripetute e sistematiche.
Ris, sangue e accertamenti
Determinanti anche i rilievi del Ris di Parma, che hanno individuato tracce ematiche nell’auto della madre e nell’abitazione di Perinaldo del 42enne. L’autopsia ha poi confermato la presenza di un grave trauma cranico e numerose lesioni, incompatibili con la versione iniziale della caduta accidentale.
Le sorelline e il quadro accusatorio
Fondamentale il racconto delle due sorelline, ora in una struttura protetta, che avrebbe contribuito a ricostruire un clima di “vessazioni continue”. Le loro dichiarazioni, insieme alle prove digitali e scientifiche, hanno delineato un quadro definito dagli inquirenti di maltrattamenti prolungati nel tempo.
Gli arresti e le accuse
La Procura di Imperia ha inizialmente contestato l’omicidio preterintenzionale aggravato, poi riqualificato in maltrattamenti continuati aggravati dalla morte della minore. Arrestato il compagno della madre, mentre per la donna è stata confermata la custodia cautelare in carcere. Le pene previste arrivano fino a 24 anni di reclusione.
