Sardegna, turista “assaggiato” da squalo. Il rischio attacchi è basso (ma c’è)

mercoledì, 3 Giugno 2026
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Uno degli incubi peggiori del nostro immaginario collettivo si è materializzato ieri in Sardegna. Il racconto di Giovanni Caselli, 28 anni, triatleta francese in vacanza nel nord dell’isola, ha riportato al centro del dibattito un fenomeno raro ma non impossibile: gli incontri ravvicinati con gli squali nelle acque italiane.

Il giovane stava nuotando davanti alla spiaggia di Monti Russu, ad Aglientu (Gallura), quando ha visto avvicinarsi uno squalo pinna nera, lungo circa 1,2 metri. Una specie considerata generalmente schiva, ma che in questo caso ha mostrato un comportamento anomalo. Caselli racconta di essere stato morsicato cinque volte, piccoli morsi “esplorativi”, come se l’animale stesse cercando di capire cosa avesse davanti.

Un “assaggio” che non ha avuto conseguenze gravi, ma la scena è stata di quelle che fanno accapponare la pelle.

Le lievi ferite di Caselli hanno interessato mano, ginocchio e polpaccio, mentre lo squalo lo inseguiva fin quasi alla battigia, arrivando persino a finire sulla sabbia con la bocca spalancata.

L’episodio, pur impressionante, resta un caso isolato. In Italia gli attacchi di squalo ufficialmente confermati sono pochissimi. Il nostro Paese certamente non e’ l’Australia, dove lo squalo è un problema da tenere in serissima considerazione. Tra i più recenti casi avvenuti nel nostro Paese si ricordano: il morso a un pescatore subacqueo a Livorno nel 2023, attribuito a uno squalo verdesca; l’attacco non grave a un bagnante a Crotone nel 2022; e il caso del turista ferito da uno squalo azzurro a Follonica nel 2019. Tutti episodi documentati e classificati come morsi accidentali: nessuno di questi ha avuto conseguenze gravi o letali.

Il caso di Monti Russu conferma dunque un dato scientifico: gli squali nel Mediterraneo ci sono, ma gli attacchi restano eccezioni statistiche. La maggior parte dei contatti avviene per errore, spesso perché mani e piedi vengono scambiati per piccoli pesci. Caselli, il giorno dopo, è tornato a nuotare nello stesso punto. Un gesto che racconta meglio di ogni statistica quanto questi incontri, pur spettacolari, restino eventi rari e non tali da modificare la percezione della sicurezza lungo le nostre coste.

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