Flavio Cobolli ha conquistato l’accesso alla finale del Roland Garros 2026 senza nemmeno scendere in campo nella semifinale in programma oggi contro Matteo Arnaldi. La notizia è arrivata pochi minuti prima dell’inizio del match: Arnaldi è stato costretto a dare forfait a causa di un virus che lo ha debilitato in maniera significativa, impedendogli di affrontare il penultimo atto dello Slam parigino.
Una decisione inevitabile per il ligure, autore di un percorso straordinario lungo le due settimane francesi, ma fermato da un problema fisico proprio sul più bello. Il ritiro consegna così a Cobolli il pass per la finale del Roland Garros, un traguardo storico per il tennista romano, che disputerà per la prima volta in carriera una finale Slam e, soprattutto, la sua prima finale sul prestigioso Court Philippe Chatrier.
La semifinale tra Cobolli e Arnaldi avrebbe rappresentato un momento senza precedenti per il tennis maschile italiano. Mai, infatti, due azzurri si erano affrontati in una semifinale del Roland Garros con in palio l’accesso alla finale. Un derby che avrebbe avuto un valore storico enorme e che avrebbe certificato ulteriormente la crescita del movimento italiano. Resta però il rammarico per un appuntamento che gli appassionati attendevano con grande entusiasmo.
Va ricordato che il match odierno sarebbe stato il derby italiano di più alto livello mai disputato nel tennis maschile per fase del torneo. In assoluto, però, il primato resta alla storica finale tutta azzurra degli US Open 2015, quando Flavia Pennetta superò Roberta Vinci in un evento destinato a entrare nella leggenda dello sport italiano.
Cobolli arriva all’ultimo atto dopo una cavalcata eccezionale che lo ha consacrato tra i grandi protagonisti della stagione sulla terra battuta. Particolarmente significativa la vittoria ottenuta contro Felix Auger-Aliassime, successo che ha contribuito a spalancargli le porte di un torneo vissuto sempre ad altissimo livello. Il romano, testa di serie numero 10, ha mostrato solidità, personalità e una crescita costante, qualità che ora lo portano a giocarsi il titolo più importante della sua giovane carriera.
Dall’altra parte della rete ci sarà Alexander Zverev. Il tedesco ha conquistato la finale battendo il ceco Jakub Mensik con il punteggio di 7-5, 6-2, 3-6, 6-3 in una semifinale intensa e ben gestita dall’attuale numero uno tedesco. Per Zverev sarà la seconda finale della carriera al Roland Garros e la seconda presenza nell’ultima domenica del Court Philippe Chatrier, un’esperienza che potrebbe rappresentare un fattore importante nel confronto con l’azzurro.
La finale è in programma domenica alle ore 15:00 e metterà di fronte due percorsi differenti ma ugualmente meritevoli. Da un lato l’esperienza e la solidità di Zverev, dall’altro l’entusiasmo e la spinta di un Cobolli che sta vivendo il momento più alto della sua carriera.
Resta il dispiacere per non aver potuto assistere al derby tra Cobolli e Arnaldi, due giocatori che nel corso di questo Roland Garros hanno conquistato il pubblico con il loro tennis e la loro personalità. Arnaldi, protagonista di battaglie interminabili e di una straordinaria resilienza, esce di scena per cause indipendenti dalla sua volontà. Cobolli, invece, prosegue il suo sogno parigino e domenica avrà l’opportunità di scrivere una pagina memorabile della storia del tennis italiano.
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