Israele ha colpito il Libano meridionale meno di un’ora dopo che l’Iran aveva annunciato la sospensione delle operazioni militari contro lo Stato ebraico. Secondo l’agenzia libanese Nna, citata dalla Cnn, l’Idf ha colpito i villaggi di Az-Zrariyah e Arabsalim, nel distretto di Nabatieh, e Kfar Tebnit. Nel frattempo, le sirene d’allarme sono risuonate nel nord di Israele e tre proiettili sono stati sparati contro le forze israeliane nel sud del Libano.
La forza navale del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana (Irgc) ha dichiarato che nessuna nave può attraversare lo Stretto di Hormuz senza il permesso dell’Iran. “Si annuncia a tutte le navi che l’ingresso di qualsiasi nave di Paesi ostili nello Stretto di Hormuz è vietato e, in caso di avvistamento, saranno immediatamente prese di mira”, si legge nella dichiarazione ripresa dai media statali iraniani. L’annuncio arriva a condizione che cessino gli attacchi israeliani, compresi quelli contro il Libano ma in realtà questi ultimi c’è il rischio che possano proseguire. E intanto la svolta arriva dopo una telefonata tra Trump e Netanyahu.
Trump telefona a Netanyahu che blocca i preparativi per nuovi raid
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe ordinato all’esercito di interrompere i preparativi per un altro attacco contro l’Iran previsto per oggi. Lo riferiscono due ufficiali militari israeliani al New York Times. Secondo la stampa locale, Israele avrebbe accolto la richiesta del presidente americano Donald Trump di mettere fine agli attacchi contro Teheran.
“La sensazione è che l’attuale escalation sia ormai alle nostre spalle”, ha affermato un alto funzionario israeliano ripreso dalla stampa locale. Il funzionario ha aggiunto che “gli attacchi israeliani nel Libano meridionale continueranno con piena intensità nei prossimi giorni” e ha avvertito che, “se gli attacchi di Hezbollah contro le comunità israeliane dovessero persistere, Israele potrebbe estendere la sua risposta ai sobborghi meridionali di Beirut”. La dichiarazione arriva alla luce della recente ripresa di attacchi tra Iran e Israele e dell’annuncio di Teheran sulla sospensione dei raid. Dallo Stato ebraico non sono arrivate dichiarazioni ufficiali.
Il Pakistan, mediatore nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, ha invitato alla moderazione ora che “l’obiettivo di una soluzione pacifica è prossimo al raggiungimento”. “L’impennata recente della violenza in Medio Oriente è un monito crudo dei pericoli legati a un cessate il fuoco precario e delle conseguenze insostenibili a cui potrebbe condurre”, ha scritto su X il premier pachistano. “Mentre lavoriamo con impegno e scrupolo, insieme ai nostri fratelli e partner, per trovare una soluzione diplomatica pacifica al conflitto, e soprattutto quando l’obiettivo finale è ormai prossimo al raggiungimento, esortiamo sinceramente tutte le parti a esercitare moderazione e a concedere alla pace un’opportunità in più”, ha aggiunto.



