Tajani e Crosetto: “Scenario internazionale degradato”. Furia su Ben Gvir | Video

martedì, 9 Giugno 2026
2 minuti di lettura

I ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto hanno illustrato oggi alle Commissioni Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato il quadro delle missioni internazionali dell’Italia. Il panorama globale è stato descritto come “estremamente degradato, caratterizzato da instabilità diffuse e da crisi sempre più interconnesse”, dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente alla tensione sull’Iran.

Le parole di Crosetto sulla guerra in Ucraina e Medio Oriente

“Siamo davanti a un conflitto che registra livelli di violenza che l’Europa non conosceva dai tempi della seconda guerra mondiale”, ha dichiarato il ministro Crosetto. Le stime indicano che “il numero totale tra morti e feriti tra le parti coinvolte potrebbe avvicinarsi a 2 milioni entro la fine dell’anno, oltre mille al giorno sul lato russo”. Sul piano militare, ha spiegato Crosetto, “il conflitto appare oggi caratterizzato da una sostanziale situazione di stallo”. Gli analisti concordano sul fatto che “mantenendo gli attuali ritmi operativi sarebbero necessari 10 anni, cioè fino al 2036, affinché la Federazione Russa possa completare la conquista del Donbass e di diversi decenni per conseguire la conquista dell’intero territorio ucraino”. Questo scenario, ha aggiunto il ministro, conferma come “una soluzione militare del conflitto appaia difficilmente perseguibile a lungo termine”, spiegando quindi “la necessità di sostenere lo sforzo difensivo dell’Ucraina insieme agli sforzi politico e diplomatico”.

Sul Libano, Crosetto ha definito “ammirevole” lo sforzo del governo libanese “per cercare di portare stabilità e raggiungere una soluzione”, precisando però che “la connessione con il conflitto in Iran rende lo scenario ancora più complesso da risolvere”. Il ministro ha sottolineato come “i principali focolai di tensione risultano profondamente collegati tra di loro”. Crosetto ha inoltre evidenziato come la guerra in Ucraina faccia “tornare attuale la minaccia atomica che pensavamo aver consegnato ai libri di storia”, con un conflitto che “non mostra rallentamenti facendo diventare la narrazione di guerra parte del nostro quotidiano”.

Tajani: “I caschi blu non si toccano”, poi attacca Ben Gvir

Sulla polemica con il ministro israeliano Ben Gvir, Tajani ha dichiarato: “Non ho parole per commentare ciò che ha detto nei confronti dell’Italia. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro. L’Italia è un Paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà e la democrazia”. Sull’Iran, il ministro ha confermato che “l’Italia è pronta a fare la sua parte nell’ambito delle iniziative multilaterali”, subordinando però la partecipazione “al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione”. “Va assolutamente scongiurata la prospettiva di un Iran in possesso dell’arma atomica, e va assicurato il pieno ripristino della libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha sottolineato Tajani. Sul caso dei due connazionali detenuti a Bengasi, il ministro ha confermato di aver “dato disposizione ai nostri rappresentanti diplomatici in Libia di rafforzare la pressione su tutti gli interlocutori locali per la loro rapida liberazione”.

“In Libano, la nostra priorità immediata continua a essere la sicurezza degli oltre 1.000 militari impegnati nella missione Unifil e nella missione bilaterale Mibil. Lo abbiamo ribadito con forza a tutte le parti: i caschi blu non si toccano”, ha dichiarato il ministro Tajani. “La scorsa settimana ho espresso la più ferma condanna per l’uccisione di un militare serbo, questi episodi devono cessare”, ha aggiunto. Sul futuro della missione, Tajani ha spiegato che “il Consiglio di sicurezza ha decretato che a fine anno il mandato Unifil terminerà”, ma ha precisato che “insieme al presidente del Consiglio Meloni e al ministro Crosetto stiamo analizzando la situazione su come è meglio rispondere alle esigenze di sicurezza del Libano”. Il governo ha posto “sia alle Nazioni Unite sia in Europa il tema del futuro della presenza internazionale nel Sud del Libano e lungo la ‘linea blu'”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.