Si continua con il fiato sospeso e le speranze appese ad un filo sottile per una pace prossima . Sono di ieri le notizie sconfortanti che mettono in stallo ogni tentativo di negoziato: la Nato abbatte un drone russo in Lettonia, mentre il Cremlino respinge i negoziati Putin-Zelensky dopo la riunione di domenica dei leader di Francia, Germania e Gran Bretagna. I leader riuniti a Londra hanno fissato cinque punti fondamentali per la pace: cessazione delle ostilità, rispetto del diritto dell’Ucraina a scegliere le proprie alleanze, garanzie di sicurezza vincolanti, forza multinazionale, congelamento dei beni russi e tutela della sicurezza europea e Nato. Ma è chiaro che la pace vacilla quando sono tante le forze in campo. E sull’episodio improvviso di ieri quando un aereo della Nato ha abbattuto un drone che sorvolava la Lettonia a seguito di una guerra elettromagnetica russa, si è pensato al peggio. Ad annunciarlo le forze armate lettoni, secondo quanto riportato dai media locali. Intanto, il Cremlino ha respinto i negoziati dopo la riunione di domenica dei leader di Francia, Germania e Gran Bretagna. Zelensky a sua volta ha incontrato a Londra Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. I leader hanno fissato cinque punti per la pace ma soprattutto il congelamento dei beni russi finché Mosca non porrà fine alla guerra e non risarcirà Kiev a tutela degli interessi di sicurezza europei e Nato. Sul campo ancora gli attacchi non si fermano. Zelensky ha annunciato di aver avuto un colloquio con la delegazione statunitense inviata del presidente americano Donald Trump, nello specifico con gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, durante uno scalo all’aeroporto di Chisinau, in Moldova. Una conversazione molto positiva secondo il leader ucraino che ha ringraziato Witkoff e Kushner per la disponibilità a lavorare nel modo più attivo possibile nelle prossime settimane e soprattutto per rilanciare gli sforzi diplomatici finalizzati a mettere fine alla guerra.



