Attraverso un linguaggio visivo che intreccia elementi pop e figurativi, Cocozza invita il pubblico a riflettere sul complesso rapporto tra essere umano e natura. Nelle sue opere gli animali assumono atteggiamenti, espressioni e comportamenti tipicamente umani, trasformandosi in simboli attraverso cui osservare fragilità, emozioni, tensioni e bisogni di controllo che caratterizzano la società contemporanea.
La natura, nelle opere dell’artista pugliese, non è semplice scenario ma protagonista attiva, capace di dialogare con le trasformazioni imposte dall’uomo e con le conseguenze delle sue azioni. Le tele suggeriscono una riflessione sugli effetti dell’inquinamento e della diffusione della plastica sugli ecosistemi, richiamando l’attenzione su temi come la contaminazione degli habitat e la progressiva riduzione dell’equilibrio ambientale. L’arte diventa così uno strumento immediato e coinvolgente per affrontare questioni di grande attualità.
A sottolineare il valore del lavoro di Cocozza è anche il critico d’arte Luca Oscuro, che legge la sua produzione come un invito a superare la ricerca immediata del significato per concentrarsi sulle emozioni che generano l’opera.
«L’arte contemporanea si comprende solo se si smette di inseguire subito il significato e si risale invece alle emozioni e alle motivazioni che la generano», osserva Oscuro. «Nel lavoro di Davide Cocozza tutto nasce da un profondo amore per la vita, per gli affetti e per il mondo naturale in tutte le sue forme. Cocozza è un istrione, un alchimista dell’arte. Muta forma e pelle come alcuni degli animali che dipinge. Il suo tratto, rapido e guascone, dona alle figure un’insolita freschezza, le rende vitali e credibili, come il messaggio di cui sono portatrici».
Secondo il critico, “Like a Man” richiama la tradizione delle favole morali, ma con uno sguardo contemporaneo e privo di giudizi sommari. «Come un novello Esopo, Cocozza presenta animali antropomorfizzati attraverso i quali illustra vizi, virtù e comportamenti, ahimè, umanissimi. Offre una morale universale senza brandire l’ascia dell’ipocrisia. Non grida “al lupo!”, ma lo accoglie, lo comprende, lo salva. I pericoli non vengono dagli animali, ma da noi stessi, e sta a noi decidere se “essere o non essere”… umani».
Soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa anche da Stefano Petrecca, Partner Responsabile della sede romana di CBA, che ha evidenziato il ruolo del progetto culturale promosso dallo Studio.
«“Like a Man”, il progetto espositivo di Davide Cocozza, è il sesto appuntamento di CBA per l’Arte ospitato nella nostra sede di Roma», afferma Petrecca. «Quest’anno siamo felici di accogliere un percorso che indaga il rapporto complesso tra essere umano e natura e desideriamo ringraziare l’artista, la gallerista Velia Littera e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Sostenuto dalla passione e dalla curiosità dei professionisti dello Studio per il mondo dell’arte, CBA per l’Arte intende valorizzare il lavoro di giovani talenti, promuovendo la creatività in tutte le sue sfaccettature».
Nato a Bari nel 1982, Davide Cocozza vive e lavora a Monopoli. Artista, docente, arte terapeuta e curatore d’arte, sviluppa una ricerca che attraversa pittura, digital art e performance. Il suo linguaggio, caratterizzato da una forte componente gestuale e materica, si distingue per l’uso del dripping, dei segni spontanei e di figure in continua trasformazione. Da anni affronta temi di forte impatto sociale e ambientale, dal maltrattamento animale al riscaldamento globale, dalla deforestazione all’inquinamento, utilizzando l’arte come mezzo di sensibilizzazione e riflessione collettiva.
Accanto alla propria produzione artistica, Cocozza porta avanti un originale percorso creativo insieme alla figlia Sofia Bianca Piuma, con la quale realizza opere e progetti illustrati dedicati al mondo dell’infanzia. Una dimensione che conferma il carattere poliedrico di un artista che continua a sperimentare linguaggi e forme espressive tra arte figurativa, performance e impegno civile.
Con “Like a Man”, Roma accoglie dunque una mostra che intreccia estetica, racconto e consapevolezza ambientale, invitando il pubblico a osservare il mondo animale per comprendere meglio sé stesso.



