La firma dell’atteso accordo tra Stati Uniti e Iran sembrava ormai a un passo, ma i nuovi raid israeliani in Libano rischiano di compromettere il delicato percorso diplomatico. Nel giorno del suo 80° compleanno, il presidente americano Donald Trump sperava di poter celebrare un’intesa considerata strategica per la stabilità del Medio Oriente, ma gli sviluppi delle ultime ore hanno raffreddato l’ottimismo.
Le forze israeliane hanno colpito diversi obiettivi nell’area di Beirut, tra cui il distretto di Dahiyeh, zona considerata una roccaforte di Hezbollah. L’operazione ha provocato la dura reazione di Teheran, che accusa Washington di non essere in grado di garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso delle trattative. Secondo fonti israeliane citate dai media locali, anche il governo di Tel Aviv guarderebbe con scetticismo ai contenuti dell’intesa in fase di definizione tra Stati Uniti e Iran.
Nel pomeriggio Trump è intervenuto sui social per prendere le distanze dall’attacco. Il presidente americano ha affermato che il raid “non avrebbe dovuto verificarsi”, soprattutto in un momento in cui le parti sarebbero vicine a un accordo capace di favorire una nuova fase di stabilità nella regione. Il tycoon ha invitato tutti gli attori coinvolti a evitare ulteriori escalation, sostenendo che si potrebbe essere all’inizio di un processo di pace duraturo.
Nel frattempo il bilancio dell’attacco a sud di Beirut è di almeno tre morti e sei feriti, secondo quanto riferito dalle autorità libanesi. Le vittime sarebbero state estratte dalle macerie degli edifici colpiti nel quartiere di Ghobeiry. Sul fronte israeliano, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha dichiarato che l’esercito resta in stato di massima allerta e pronto a intervenire su tutti i fronti, definendo la situazione regionale “delicata e complessa”.
Mentre il Medio Oriente vive ore di forte tensione, l’attenzione della diplomazia internazionale si sposta anche in Francia, dove dal 15 al 17 giugno si svolgerà il G7 di Evian-les-Bains. Tra i temi principali dell’incontro ci saranno proprio le crisi internazionali, dal conflitto in Medio Oriente alla guerra in Ucraina. Emmanuel Macron si prepara ad accogliere Trump con un programma di alto profilo istituzionale, nella speranza di rilanciare il dialogo su alcuni dei principali dossier globali.
