Polemica politica sul cosiddetto “patentino antifascista” richiesto alle case editrici per partecipare alla fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, in programma a Roma. L’obbligo di sottoscrivere una dichiarazione per l’accesso all’evento ha innescato un acceso dibattito, diventato rapidamente terreno di scontro tra governo e opposizioni.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo sui social, ha criticato duramente l’iniziativa, sostenendo che rappresenterebbe una limitazione alla libertà di pensiero. Secondo la premier, l’impostazione della misura rifletterebbe una visione distorta della libertà di espressione, che verrebbe concessa solo a chi aderisce a determinate posizioni ideologiche. Meloni ha inoltre parlato di un tentativo di “cancellazione delle idee non allineate”, definendo la scelta incompatibile con i principi di una società democratica e riducendola a una forma di censura.
Alle sue parole ha replicato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha attaccato il governo su più fronti. In un post sui social, l’ex premier ha criticato la gestione dell’esecutivo su dossier economici e infrastrutturali, citando il Ponte sullo Stretto e sostenendo che risorse rilevanti sarebbero bloccate mentre altri settori come sanità e scuola resterebbero in difficoltà.
Conte ha poi accusato il governo di inefficienza su riforme e politiche pubbliche, evidenziando problemi legati alla giustizia, alla sanità e alla competitività del Paese. Nel suo intervento ha anche criticato la presenza internazionale dell’Italia, sostenendo una ridotta incisività del governo nei principali tavoli diplomatici.
Infine, il leader del M5S ha definito la polemica sulla fiera del libro come una distrazione rispetto ai temi economici e sociali, accusando la premier di concentrarsi su battaglie ideologiche anziché sulle difficoltà quotidiane di cittadini e imprese, tra carovita e chiusura delle aziende.
Lo scontro politico si inserisce in un clima già teso tra maggioranza e opposizione, con il tema della libertà di espressione e delle politiche culturali che torna al centro del dibattito pubblico.
