Dal G7 di Evian una sola voce compatta sul sostegno a Kiev

martedì, 16 Giugno 2026
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Di fronte al Lago di Ginevra, il G7 di Evian si è trasformato nel nuovo epicentro della diplomazia, con un vertice segnato dal ritorno al centro della scena del dossier ucraino e dal protagonismo incrociato di Donald Trump, Emmanuel Macron e Volodymyr Zelensky.

Dalla sessione dedicata al conflitto sono emersi, secondo fonti diplomatiche italiane, “tre elementi molto chiari”: un G7 “molto compatto” nel sostegno a Volodymyr Zelensky, il rafforzamento dell’aiuto energetico e della difesa aerea — con l’Italia impegnata per 30‑35 milioni di euro — e la volontà condivisa di “continuare, e se possibile aumentare”, la pressione su Mosca, giudicata “non disponibile” al negoziato, come dimostrano i bombardamenti compiuti anche nelle ultime ore su Kiev.

La linea è stata confermata anche da una fonte diplomatica francese, secondo cui i leader hanno concordato nuove sanzioni su gas e petrolio russi per costringere il Cremlino a porre fine alla guerra. Una compattezza che ha fatto da cornice al bilaterale del mattino tra Emmanuel Macron e Zelensky, seguito da una sessione di lavoro alla presenza di Donald Trump. “La Russia deve fare un accordo”, ha ribadito il Presidente americano, assicurando che farà “tutto ciò che è in suo potere” per giungere a questo risultato.

Zelensky ha definito il G7 “molto positivo”, sottolineando che i leader concordano sul fatto che “la Russia non sta vincendo” e che deve raggiungere un accordo “il più rapidamente possibile”. Di segno opposto la reazione di Sergej Lavrov. Il Ministro degli esteri russo ha liquidato le aperture ucraine come “diplomazia da megafono”, negando che Mosca avesse mai preso in considerazione un incontro a Evian.

Il vertice si è intrecciato con il dossier iraniano, dopo l’annuncio dell’accordo tra Washington e Teheran, la cui firma è attesa a Ginevra. Trump ha precisato che “gli iraniani non avranno mai un’arma nucleare” e che gli Stati Uniti “non investiranno soldi in Iran”, definendo l’intesa “equa” e pronta a entrare nella “seconda fase”. Macron ha confermato il piano per una missione navale europea nello Stretto di Hormuz, mentre Giorgia Meloni ha espresso “forte apprezzamento” per i progressi diplomatici, assicurando che l’Italia è pronta a fare la sua parte per la riapertura dello Stretto. Infine, Ursula von der Leyen ha invece elogiato Trump per l’intesa con l’Iran: “È così che la diplomazia porta i suoi frutti”, ha scritto, auspicando che l’accordo segni “la fine definitiva del programma nucleare iraniano”.

Dal G7 di Evian emerge un messaggio netto: compattezza sul sostegno a Kiev, pressione crescente su Mosca e un nuovo equilibrio diplomatico che (al netto dell’incognita Israele-Medio Oriente) passa anche da Teheran e dallo Stretto di Hormuz.

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