Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha tracciato un quadro articolato delle sfide alla sicurezza globale nel corso di un dialogo con il presidente della CEI, il cardinale Matteo Zuppi, a Palazzo Borromeo. Dai rapporti tra Roma e Washington alla riforma della Nato, dall’allargamento dell’Europa della difesa fino alle minacce ibride e tecnologiche: il titolare di via XX Settembre ha toccato i principali dossier aperti sul tavolo della politica estera e di difesa italiana.
Al centro dell’intervento di Crosetto la convinzione che le democrazie occidentali si trovino oggi strette in una morsa: da un lato la competizione tecnologica e geopolitica tra Stati Uniti e Cina, dall’altro la crisi del multilateralismo classico e la fragilità delle istituzioni internazionali. Un contesto in cui l’Europa, secondo il ministro, rischia di perdere rilevanza se non costruisce una propria capacità autonoma di deterrenza e proiezione.
Crosetto le sue parole su Nato e Trump
Interpellato a margine dell’incontro sul dialogo tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente americano Donald Trump al G7, Crosetto ha escluso tensioni. “Ho sempre detto che non c’è nessuno strappo, perché la cooperazione a livello tecnico, a livello di forze armate, a livello degli Stati maggiori, è proseguita in questo tempo e continua a proseguire”, ha detto il ministro lasciando Palazzo Borromeo. “È come nelle famiglie — ha aggiunto —, ci sono delle volte in cui magari si hanno delle incomprensioni, ma non vedo nessun problema particolare né con gli Stati Uniti né con nessun altro”.
Sul fronte europeo, Crosetto ha proposto un modello di integrazione che va oltre i confini dell’Unione. “L’Europa a 27 va bene per le questioni burocratiche. L’Europa della difesa deve diventare un’Europa continentale, capace di integrare al suo interno l’Ucraina, la Turchia, la Norvegia e il Regno Unito”, ha dichiarato. “Dobbiamo mettere assieme tutta l’Europa continentale, perché quello sarebbe probabilmente la dimostrazione più grande per costruire un pilastro europeo della Nato più forte e autorevole, sia per garantire la sicurezza di tutti”, ha concluso sul punto.
Crosetto ha lanciato un monito sulla natura mutevole delle minacce alla sicurezza. “Le nostre democrazie e i sistemi sociali costruiti in Europa sono messi più a rischio dall’implementazione delle nuove tecnologie e dall’impatto che avranno sulla società, di quanto per assurdo non lo siano per le crisi di guerra in questo momento”, ha affermato. “Quello che ci insegna la crisi ucraina — ha spiegato — è che l’insicurezza si può attuare tranciando un cavo marino, con un attacco cyber, con droni o bloccando le comunicazioni satellitari”. “Non c’è una guerra che ne sostituisce un’altra, ma ogni giorno si aggiunge un modo nuovo per minare la stabilità”, ha concluso.
Nato e multilateralismo: “Onu al livello più basso, Alleanza da riformare”
Il ministro ha tracciato un quadro critico delle istituzioni multilaterali. “Il multilateralismo classico è in crisi profonda, le Nazioni Unite sono al livello più basso di rappresentatività e capacità di intervento”, ha dichiarato Crosetto. Il titolare della Difesa ha quindi illustrato una proposta inviata ai partner: “Ho scritto a tutti puntando sulla necessità di cambiare la Nato. Non può più essere solo un’organizzazione atlantica, ma deve guardare all’Indo-Pacifico e allargarsi al Sud del mondo, includendo attori chiave come Giappone, India, Brasile e Argentina”.
Sull’asse della competizione geopolitica tra grandi potenze, Crosetto ha indicato nell’Africa il teatro decisivo. “Non abbiamo petrolio, né gas, né terre rare — ha spiegato —, ed è per questo che l’Africa sarà il vero terreno di scontro di questo secolo, possedendo tutto ciò che serve per vincere la competizione”. Il ministro ha poi descritto il rischio per le democrazie occidentali: “Viviamo lo scontro tra la potenza dominante statunitense e le autarchie emergenti come la Cina. Come democrazie rischiamo di essere schiacciati dalla loro velocità e totale mancanza di regole”.



