(Adnkronos) – “L’ingegnere clinico è una delle professioni più importanti quando parliamo di tecnologia e salute pubblica. Anche la formazione ha dovuto rivoluzionarsi per andare di pari passo con l’evoluzione tecnologica. Non è sufficiente ampliare l’offerta formativa con le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, la robotica e i sistemi più complessi. Bisogna anche cercare di fornire tutte quelle competenze che sono la base della professione e fanno da ponte tra la tecnologia pura e la tecnologia applicata”. Lo ha detto Filippo Molinari, professore ordinario di Bioingegneria al Politecnico di Torino, al Convegno nazionale dell’Associazione italiana ingegneri clinici-Aiic, nel capoluogo piemontese.
Sanità: Molinari (PoliTo), ‘per ingegneri clinici formazione per tenere il passo con la tecnologia’
Articoli correlati
lunedì, 26 Ottobre 2026
Il Mondiale, i record e un passato da attore: tutto su Andrea Kimi Antonelli
lunedì, 26 Ottobre 2026
Fiorello, l’annuncio a sorpresa: “Torneremo su Rai1”. Ma non svela altro
1 Comment Lascia un commento
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Riflessione molto attuale, il punto del professor Molinari su come la formazione degli ingegneri clinici debba evolversi insieme a sensori, tecniche ottiche e robotica è fondamentale, perché senza un ponte tra chi sviluppa la tecnologia e chi la applica si rischia di sprecare investimenti importanti. Anche a Telkom University Surabaya crediamo molto nell’aggiornamento continuo delle competenze tecniche di base, soprattutto quando si parla di intelligenza artificiale applicata a settori critici come la sanità. La frase sul “ponte tra tecnologia pura e tecnologia applicata” descrive perfettamente la sfida che ogni ingegnere deve affrontare oggi!