Mamma di Sempio in ospedale per overdose di farmaci volontaria secondo i legali

giovedì, 18 Giugno 2026
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Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è stata ricoverata d’urgenza ieri a Garlasco. Soccorsa dal 118 e portata in pronto soccorso, è stata sottoposta a lavanda gastrica e trattenuta in osservazione. Secondo indiscrezioni, la donna avrebbe assunto farmaci in quantità non precisata. Secondo il legale che ha appreso la notizia mentre era in Cassazione  ha confermato il ricovero ma senza dettagli clinici. E dalle considerazioni si evince che forse la donna abbia assunto farmaci in maniera volontaria. Il legale ha chiesto al figlio di restarle vicino: “Andrea deve tranquillizzarla, dirle che moltiplicheremo gli sforzi perché si dimentichi gli attacchi dei social, le lettere, le mail. Deve spegnere tutto. Lei non è indagata, non è coinvolta. Ha il solo torto di avere il figlio sottoposto a questo procedimento. Forse questo campanello d’allarme ci dice che è il momento per tutti di abbassare i toni. Sono queste lue considerazioni dei legali della famiglia Sempio. Da oltre un anno la donna mostra una forte fragilità nell’affrontare le nuove indagini che scavano nella vita privata . Ospite in tv sulle reti mediaset aveva raccontato la disperazione: “Paura? Neanche la morte mi fa paura. Forse sarebbe la cosa migliore per riposare. Io ci ho pensato. Se dovessi fare una cosa del genere direbbero che la mamma si è ammazzata perché sa che il figlio è colpevole”. Queste le sue disperate parole nella trasmissione tv Quarto Grado. Ferrari è stata sentita più volte dai carabinieri, in particolare sullo scontrino del parcheggio di Vigevano che costituisce il principale alibi del figlio. Il caso Poggi torna quindi a parlare di giustizia, ma anche di costo umano. Daniela Ferrari non è indagata, non è imputata, ma subisce il peso mediatico e giudiziario di un’indagine che riapre ferite dopo 18 lunghissimi anni. La lavanda gastrica e il ricovero fotografano una fragilità esplosa pubblicamente, tra social, mail anonime e trasmissioni tv. L’appello dell’avvocato ad abbassare i toni è realistico ma tardivo: quando un’indagine diventa caso nazionale, la famiglia dell’indagato finisce sotto riflettori che non distinguono tra responsabilità penale e sofferenza personale. La domanda sullo scontrino di Vigevano resta centrale per Andrea Sempio, ma il ricovero della madre ricorda che dietro gli atti c’è una persona. La giustizia deve cercare la verità. Non può permettersi di schiacciare chi quella verità la subisce e basta.

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