Undici giorni di ricerche, speculazioni e vicoli ciechi. Nonostante l’impiego di droni, elicotteri e battute a tappeto nei boschi, di Alisya e Sarah Di Giacinto – le sorelle di 16 e 12 anni svanite nel nulla nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla comunità “Ofh Hope” di Civitella Alfedena – non c’è ancora nessuna traccia concreta. Resta solo quel fermaglio rosso ritrovato su un sentiero verso la riserva de La Camosciara, ma le due adolescenti sembrano letteralmente introvabili.
Mentre i Vigili del Fuoco continuano a setacciare le sponde del lago di Barrea e i Carabinieri blindano l’accesso alla struttura con le transenne proprio a causa del ritrovamento dell’oggetto, l’inchiesta si muove in un groviglio di sospetti, accuse incrociate e indizi tecnologici che delineano una fuga studiata a tavolino.
Il mistero dei tre cellulari e i biglietti in codice
Il fulcro delle indagini della Procura si concentra ora su tre utenze telefoniche misteriose. Le due sorelle sono scivolate fuori da una finestra della casa famiglia portando con sé solo uno zaino con pochissimi indumenti, qualche cosmetico e due telefoni “segreti”. Questi dispositivi, rimasti inattivi per giorni, sono sotto stretta osservazione: i tabulati indicano che avrebbero agganciato le celle tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea nelle ore successive alla scomparsa.
Si scava inoltre su un terzo numero, intestato al compagno kosovaro della madre, e su alcuni biglietti ritrovati nella camera delle ragazze, contenenti frasi criptiche che gli inquirenti stanno tentando di decifrare come veri e propri “codici”.
Caccia a 300 auto e l’ombra dei complici
L’ipotesi principale è che le due minorenni abbiano goduto di un supporto esterno. Per questo gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza stradale, che hanno registrato il transito di circa 300 automobili nelle ore della sparizione. L’obiettivo è identificare targa per targa ogni veicolo passato nei pressi della comunità per capire se qualcuno abbia materialmente prelevato le ragazze nel cuore della notte.
Accuse incrociate e lo sfogo della madre
Nel frattempo, il caso si consuma sul fronte delle tensioni familiari e dei sospetti reciproci. I Carabinieri hanno ascoltato a più riprese il fidanzato diciottenne della sorella maggiore. Il giovane avrebbe ipotizzato un ruolo attivo della madre nel prelevamento delle figlie, ma la perquisizione tempestiva eseguita nell’abitazione della donna ha dato esito completamente negativo.
La madre, dal canto suo, ha reagito duramente tramite il proprio legale, esprimendo un profondo sfogo contro il “fango mediatico” sollevato sulla vicenda e lamentando il totale silenzio da parte delle istituzioni.
Esce di scena, infine, la pista legata al “Comandante Marcos” (Achille Lauri), l’uomo noto per aver facilitato in passato allontanamenti da strutture protette: dopo alcuni post ambigui su Facebook, l’uomo è stato contattato e ha negato ogni coinvolgimento. Le indagini restano aperte a 360 gradi, ma con il passare delle ore il mistero si fissa in uno stallo preoccupante: i telefoni tacciono, le auto passano, e di Alisya e Sarah continua a non esserci traccia.



