Senago, il racconto shock dei sopravvissuti all’incidente: “Gabriele ha accelerato senza motivo”

martedì, 23 Giugno 2026
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I ragazzi sopravvissuti all’incidente dell’Audi A2 finita nel canale Villoresi nella notte tra il 20 e il 21 giugno hanno fornito ai carabinieri una versione dei fatti pressoché identica: “Durante il tragitto per tornare a casa abbiamo detto più volte a Gabriele di rallentare, sino a quando, arrivati a una curva stretta, andava dritto e siamo finiti con l’auto ribaltata nel canale pieno d’acqua”. 

Le testimonianze dei ragazzi coincidono anche nel racconto dei momenti successivi all’impatto: dallo shock iniziale per via del fatto che la vettura che ha iniziato a riempirsi d’acqua alla disperata lotta contro la corrente per riuscire a mettersi in salvo.
Allo stesso modo, i giovani affermano che inizialmente Gabriele Popovici, ovvero il 18enne alla guida “conduceva l’auto con un’andatura adeguata essendo in nove in macchina” nonostante l’alcol assunto.
In seguito però, hanno proseguito i ragazzi, Gabriele avrebbe iniziato ad accelerare “senza motivo”: “Ci siamo lamentati subito tutti dicendogli di rallentare, ma non abbiamo neanche finito di dirglielo che la macchina ha perso stabilità: ho sentito un senso di vuoto, e ci siamo ritrovati ribaltati nel canale pieno d’acqua”, come raccontato dal ragazzo seduto sul sedile anteriore dell’Audi. Sopra di lui vi era Riccardo Provasi, una delle tre vittime, che in mano aveva il cellulare con il navigatore poiché ragazzi non conoscevano la strada che li avrebbe riportati a Paderno Dugnano dopo la serata passata alla discoteca “Line” di Lainate. Per tale ragione, nessuno dei presenti si spiega per quale motivo Gabriele abbia iniziato ad accelerare e proprio nel tratto più buio e stretto.
Sulla ragione per cui erano in nove in auto, i giovani hanno chiarito: “Una volta fuori dal locale dovevano esserci due macchine per tornare, ma c’era una sola auto, quella condotta da Popovici”.
Tre dei ragazzi sopravvissuti al ritorno sarebbero dovuti tornare con un amico che però si era allontanato dunque, hanno continuato i giovani, “non essendoci altro modo per ritornare a casa abbiamo deciso di farlo tutti insieme”.
Ora Gabriele si trova nel carcere di San Vittore con l’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato. Il tasso alcolemico del ragazzo era di 1,61 grammi per litro ma per i neopatentati il limite è zero.
I sopravvissuti sono stati sentiti dai carabinieri poche ore dopo l’incidente presso l’ospedale Niguarda, ai quali hanno raccontato in che modo sono riusciti a salvarsi la vita: tra chi è stato spinto fuori dal finestrino, chi è riuscito ad uscire dall’abitacolo nuotando, chi si è affidato al destino e chi si messo in salvo senza neanche capire come.
Gabriele Popovici, una volta in acqua, ha cercato di soccorrere Camilla Copparoni: “Ad un certo punto Gabriele, che stava sulla riva, tornava a nuoto verso l’auto per verificare se ci fosse ancora qualcuno. Cercava di tirare su Camilla tentando anche di rianimarla perché era priva di sensi”.
Lorenzo e Riccardo, invece, sono rimasti incastrati tra le lamiere dell’auto ribaltata nel canale.
I ragazzi riusciti a salvarsi si sono apprestati a raggiungere la strada con l’obiettivo di attirare l’attenzione di alcuni passanti che li hanno prontamente soccorsi.
Martedì il pm Rosario Ferracane depositerà la richiesta di convalida dell’arresto, poi il 18enne sarà interrogato dal gip.

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