Tajani: “Sciocchezza colossale rompere con gli Usa. Vannacci? È lui che si tira fuori” | Video

martedì, 23 Giugno 2026
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Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la solidità dell’alleanza transatlantica dopo gli attacchi di Donald Trump a Giorgia Meloni, escludendo qualsiasi ipotesi di rottura con Washington e confermando la sua presenza alla festa dell’Indipendenza americana il 2 luglio a Villa Taverna. Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso dell’evento “Il giorno de La Verità”, in corso a Roma all’Aquario Romano.

Dalla politica estera al quadro interno, il titolare della Farnesina ha toccato diversi dossier: il futuro della missione Unifil in Libano, la tenuta della coalizione di centrodestra, il ruolo dell’Unione europea e le possibili alleanze amministrative con Azione nelle grandi città.

Tajani rassicura su rapporti con gli Usa: “Siamo due facce della stessa medaglia”

Sulla polemica innescata dalle parole di Trump nei confronti della presidente del Consiglio, Tajani ha tracciato una linea netta. “È inaccettabile per noi ci siano delle offese gratuite nei confronti del presidente del Consiglio, ma dobbiamo far sì che i rapporti transatlantici continuino ad essere sostenuti, sviluppati”, ha dichiarato il ministro, precisando che l’alleanza con Washington non dipende dalle persone alla guida dei due paesi. “Siamo alleati degli Stati Uniti non perché c’è un presidente o ce n’è un altro. Siamo alleati degli Stati Uniti perché siamo due facce della stessa medaglia che si chiama Occidente”, ha aggiunto.

Tajani ha quindi respinto con forza l’ipotesi di un disimpegno italiano. “È una sciocchezza colossale dire rompere con gli Usa. Noi abbiamo bisogno degli Stati Uniti e gli Stati Uniti hanno bisogno di noi”, ha detto, ribadendo che “non possiamo pensare di dividere l’Occidente”. Sul piano commerciale, il ministro ha sottolineato che “i prodotti italiani, nonostante i dazi, continuano a essere venduti negli Usa”, e ha concluso: “Noi andiamo a testa alta, non dobbiamo chiedere niente a nessuno, continuiamo a lavorare”.

Libano: “Disarmare Hezbollah, formare l’esercito libanese”

Sul dossier mediorientale, Tajani ha annunciato che la missione Unifil “finirà in Libano a fine 2026”, indicando come priorità immediata la definizione, con i partner europei, delle condizioni per “garantire una tregua, un cessate il fuoco o una pace”. L’obiettivo strategico dell’Italia, ha spiegato il ministro, è il rafforzamento delle istituzioni di Beirut. “Stiamo lavorando sul rafforzamento dell’autorità statuale libanese, ma questo significa disarmare Hezbollah”, ha precisato.

Tajani ha indicato nel presidente Joseph Aoun un punto di riferimento per la stabilizzazione del paese. “Il presidente Aoun è elemento di garanzia, il suo esercito dev’essere messo in grado di disarmare Hezbollah e assumere il controllo di tutto il territorio nazionale”, ha affermato, aggiungendo che Roma sta già formando i militari libanesi e che tale attività può essere incrementata. “Su questo credo ci sarebbe l’accordo di tutti, israeliani, libanesi e americani”, ha concluso, sottolineando che l’esercito libanese “dev’essere composto da cristiani, sunniti e sciiti”.

Centrodestra e Vannacci: “È lui che si tira fuori”

Sul generale Roberto Vannacci e il suo movimento Futuro Nazionale, Tajani ha escluso qualsiasi convergenza, scaricando la responsabilità della rottura sullo stesso europarlamentare. “Vannacci in un’intervista rilasciata tempo fa diceva che se avesse fatto un nuovo partito avrebbe danneggiato il centrodestra”, ha ricordato il leader di Forza Italia, aggiungendo che “è lui che la esclude, viste le cose che diceva”. Tajani ha poi rimarcato che in Parlamento Vannacci “si è schierato contro e vota contro il governo”, avvertendo che “se va contro di noi farebbe il gioco della sinistra, e lo ammise lui stesso qualche mese fa”.

Sul fronte europeo, Tajani ha difeso il progetto comunitario pur riconoscendone i limiti. “Non esiste un’alternativa all’Europa: nessun paese è in grado di competere a livello globale da solo. Certamente manca una leadership forte”, ha dichiarato. Il ministro ha quindi elencato le riforme necessarie: “Serve un mercato unico dei capitali e dell’energia” e “un’armonizzazione fiscale”. Ha citato come esempio la questione energetica, chiedendo “perché da noi è più cara rispetto ad altri paesi e perché la Francia non vuole che l’energia elettrica passi dalla Spagna all’Italia”.

Elezioni, Tajani apre: “Con Calenda candidato civico a Milano, Roma e Napoli”

Sul piano delle alleanze amministrative, Tajani si è detto aperto a convergere con Azione di Carlo Calenda nelle grandi città in vista delle prossime elezioni comunali. “Se aggreghiamo su alcuni progetti e su un modello di città anche Calenda, perché no?”, ha dichiarato il ministro, citando espressamente Milano, Roma, Napoli e Torino. La formula indicata è quella del candidato civico: “Una candidatura forte di un civico potrebbe essere vincente e mettere la sinistra all’opposizione dopo anni di pessimo governo della città”, ha spiegato Tajani, precisando che “per vincere a Milano serva un candidato civico che possa allargare i confini del centrodestra”.

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