Calunnia contro il cardinale Becciu, la Corte d’Appello Vaticana conferma la condanna a Nicola Giampaolo

sabato, 27 Giugno 2026
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La Corte d’Appello Vaticana ha confermato la sentenza di primo grado nei confronti di Nicola Giampaolo, riconosciuto colpevole del reato di calunnia ai danni del cardinale Angelo Becciu e di padre Turek, sottosegretario della Congregazione per le Cause dei Santi. La decisione, pronunciata questa mattina, conferma integralmente la condanna emessa dal Tribunale Vaticano il 29 ottobre 2025.

In primo grado Giampaolo era stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, tra cui il cardinale Becciu. L’imputato aveva presentato ricorso, ma i giudici d’Appello hanno respinto l’impugnazione, confermando la responsabilità penale per i fatti contestati.

L’inchiesta aveva preso le mosse da un servizio trasmesso dalla trasmissione Report, nel quale Nicola Giampaolo era stato intervistato in merito a presunte richieste di denaro per agevolare alcune cause di beatificazione, con particolare riferimento a quella di Aldo Moro.

Soddisfazione è stata espressa dal legale del cardinale Becciu, l’avvocato Fabio Viglione, costituitosi parte civile e destinatario della pronuncia risarcitoria. «Il cardinale Becciu ha molto sofferto per queste accuse fantasiose – ha dichiarato –. La pronuncia odierna fotografa nitidamente il carattere calunnioso delle stesse, così come pienamente affermato dalla sentenza di primo grado, oggi integralmente confermata. È una decisione che mette un punto fermo su una vicenda paradossale nella quale il cardinale era stato trascinato ingiustamente, diventando bersaglio di una grave calunnia».

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