Nel raid russo che ha colpito Kiev nella notte, danneggiando edifici residenziali e un ospedale
Una nuova notte di devastazione ha colpito l’Ucraina. La Russia ha lanciato decine di missili da crociera e balistici, affiancati da massicci attacchi di droni, diretti non solo verso la capitale ma anche in diverse altre regioni del Paese. A Kiev il bilancio è drammatico: 13 morti e 86 feriti, di cui 70 attualmente ricoverati in ospedale.
Il Servizio statale di emergenza ucraino, come riportato da Ukrainska Pravda, ha comunicato che 34 residenti sono stati tratti in salvo dalle macerie. Di fronte all’escalation, l’Alto rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha già annunciato una risposta netta: “Proporrò nuove sanzioni”.
Colpito anche un pronto soccorso
I missili lanciati da Mosca hanno colpito una struttura sanitaria del pronto soccorso. Almeno 5 i feriti tra medici e infermieri, di cui uno grave.Un edificio di 9 piani è crollato intrappolando numerose persone sotto le macerie, in fiamme uno dei grattacieli del quartiere del lusso. Una pioggia di detriti è caduta sulle persone che si trovavano nelle gallerie della metropolitana, dopo l’attacco a una fermata. Nel mirino anche il City Hotel, a pochi metri degli uffici del Primo Ministro, frequentato da diplomatici e giornalisti stranieri.
Il retroscena politico: incontro a via Bankova e l’ipotesi voto in autunno
Mentre il Paese fa i conti con le bombe, a Kiev si delinea una svolta politica interna che potrebbe ridisegnare gli equilibri di una nazione in guerra da oltre quattro anni. Nei giorni scorsi, nella Residenza di Stato in via Bankova, si è tenuto un colloquio riservato tra il presidente Volodymyr Zelensky e il generale Valerii Zaluzhny, ex comandante delle Forze armate e attuale ambasciatore nel Regno Unito.
Al centro del colloquio, oltre alle dinamiche internazionali dopo le dimissioni di Keir Starmer, c’è stata una clamorosa comunicazione: Zaluzhny ha confermato la sua intenzione di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali. > “Sì, lo farò”, ha risposto direttamente il generale, icona della resistenza ucraina.
Il mandato di Zelensky è scaduto nella primavera del 2024, ma la legge marziale ha finora congelato le urne. Ora, però, il presidente starebbe valutando concretamente una finestra di opportunità per il voto in autunno, se ci saranno le condizioni di sicurezza. L’obiettivo primario resta quello di evitare che la competizione elettorale spacchi la società ucraina, un rischio che Mosca potrebbe facilmente strumentalizzare. La sfida di Zaluzhny rappresenta una forte insidia per la riconferma di Zelensky, ma il ritorno al voto è anche un passaggio cruciale richiesto dall’iter di adesione all’Unione Europea.
Il pressing sull’UE e il caso dell’impianto in Irlanda
Sul fronte internazionale, Zelensky ha partecipato a un vertice al Castello di Dublino insieme al primo ministro irlandese Michael Martin e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Zelensky ha chiesto massima rapidità nel percorso europeo, invitando la presidenza irlandese ad aprire i cinque cluster restanti per l’adesione entro l’anno.
Il leader ucraino ha inoltre sollevato una questione spinosa: la presenza di aziende europee che ancora foraggiano l’economia russa, citando il caso dell’impianto irlandese Aughinish Alumina, controllato dalla russa Rusal. Il premier Martin ha rassicurato Kiev che l’indagine sul sito è quasi conclusa e in stretta coordinazione con la Commissione UE.
Negoziati futuri e l’ombra di nuovi attacchi
A Dublino si è discusso anche del ruolo dell’Unione Europea in eventuali futuri negoziati con il Cremlino. L’UE punta a gestire i tavoli relativi agli asset congelati russi e alle sanzioni, lasciando i dossier sulla sicurezza militare a una coalizione di paesi “volenterosi”.
Tuttavia, i piani per il futuro politico e diplomatico devono fare i conti con l’urgenza della cronaca. Nel pomeriggio, Zelensky ha dovuto lasciare l’Irlanda in anticipo a causa dell’allerta per nuovi, imminenti raid russi. Prima di partire, il presidente ha rivolto un drammatico appello al suo popolo: “Andate nei rifugi”.



