Vigilanza Rai, dimissioni in blocco delle opposizioni: “Occupazione istituzionale”. Le reazioni | Video

giovedì, 2 Luglio 2026
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La Commissione parlamentare di Vigilanza Rai si è svuotata nel giro di poche ore. Prima i sedici componenti delle opposizioni — guidati dalla presidente Barbara Floridia (M5S), con Pd, Avs e Italia Viva — hanno rassegnato le dimissioni in blocco, denunciando lo stallo imposto dalla maggioranza. A distanza di poche ore, i membri del centrodestra hanno fatto altrettanto, ribaltando le accuse. È uno scenario senza precedenti nella storia repubblicana.

All’origine della crisi, il mancato raggiungimento della maggioranza dei due terzi richiesta dalla legge per eleggere il presidente della Rai: la nomina di Simona Agnes, designata dal Cda, è ferma da mesi. Le opposizioni accusano la maggioranza di aver disertato sistematicamente le sedute per forzarne la mano. Il centrodestra replica che le minoranze hanno usato la norma come strumento di blocco sistematico.

Dimissioni Vigilanza Rai, la maggioranza e il ministro Urso

I componenti di centrodestra della Commissione hanno giustificato le proprie dimissioni attaccando le opposizioni. “Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra”, hanno dichiarato in una nota congiunta, definendo la condotta delle minoranze “una vergognosa pantomima” e accusandole di voler “monopolizzare il Servizio pubblico”. I parlamentari di centrodestra si sono detti comunque disponibili “a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente e a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai”.

Sulla stessa linea Forza Italia: i presidenti dei gruppi parlamentari Stefania Craxi e Enrico Costa hanno parlato di “dittatura della minoranza”, sostenendo che le opposizioni abbiano usato i meccanismi istituzionali “esclusivamente per bloccare le decisioni”, producendo “una paralisi che danneggia le istituzioni e il servizio pubblico radiotelevisivo”.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, interpellato a margine della presentazione del Rapporto Sace a Roma, ha mantenuto le distanze dalla vicenda parlamentare. “Le dimissioni sono un atto parlamentare che io rispetto ovviamente”, ha dichiarato Urso, precisando che “come dicastero abbiamo un altro compito, che abbiamo assolto pienamente anche col contratto di servizio con la Rai”. Il ministro ha aggiunto: “La commissione di vigilanza Rai rappresenta un altro potere, il potere parlamentare, e noi siamo rispettosi di qualunque decisione venga presa”.

Conte e le altre opposizioni: “Li abbiamo smascherati”

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha commentato la vicenda a Napoli, a margine della presentazione del suo libro. “Oggi li abbiamo smascherati e con grande dignità la presidente Floridia e tutti i commissari di opposizione si sono dimessi”, ha detto Conte, sottolineando che “sono due anni che non fanno riunire la Commissione di Vigilanza Rai” e che “questo gioco deve finire”. Il presidente M5S ha aggiunto che “non è mai successo nella storia repubblicana, neppure ai tempi di Berlusconi, che ci fosse un governo che potesse controllare direttamente e indirettamente al 90% quasi tutto il sistema dell’informazione stampa e tv”.

Barbara Floridia, a margine delle dimissioni da presidente della Commissione, ha spostato il perimetro del problema. “Il punto non è eleggere il presidente della Rai”, ha detto al Tg3, “bisogna dare alla Rai per salvarla e proteggerla una riforma, invece loro pensano soltanto alla poltrona di Simona Agnes”. Floridia ha definito quanto accaduto “un segnale forte e chiaro” di fronte a “un’occupazione totale della Rai”.

Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs hanno parlato di “guerra di occupazione della Rai per controllare l’informazione e veicolare la propaganda del governo”. Il capogruppo M5S in Commissione, Dario Carotenuto, ha definito le dimissioni “un atto doloroso”, citando “l’ostruzionismo della maggioranza” e il “ricatto” di dover votare “un presidente della Rai scelto da Mediaset”.

Il comunicato sindacale

Il sindacato UsigRai ha denunciato “gravi conseguenze nell’attuazione dei principi fondanti del Servizio pubblico” e ha invitato tutte le forze politiche “a ripristinare il corretto funzionamento della Commissione”. Spetta ora ai presidenti di Senato e Camera prendere atto delle dimissioni e avviare le procedure per la ricostituzione dell’organismo.

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