Sondaggi, cresce Futuro Nazionale: il partito di Vannacci supera la Lega e punta a espandersi

domenica, 5 Luglio 2026
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Futuro Nazionale, la formazione guidata dal generale Roberto Vannacci, continua a guadagnare consensi e, secondo le rilevazioni di fine giugno, raggiunge il 6% delle intenzioni di voto, superando la Lega, ferma al 5,6%. Un risultato che, secondo un’analisi condotta su circa 20mila interviste raccolte tra febbraio e giugno, potrebbe incidere sugli equilibri del centrodestra.

L’elettorato del partito proviene soprattutto dall’area conservatrice: il 56% si definisce di destra, il 22% di centrodestra, mentre il 15% non si riconosce in alcuno schieramento politico. Molto limitata, invece, la quota di elettori provenienti dal centrosinistra.

Il principale bacino di consenso di Futuro Nazionale resta la Lega, dalla quale arriverebbe oltre il 20% degli elettori che avevano votato il Carroccio alle Europee. Seguono Fratelli d’Italia, con un flusso in costante crescita, e una parte degli ex astensionisti. Se inizialmente l’impatto sul partito di Matteo Salvini è stato più marcato, negli ultimi mesi è aumentata soprattutto l’erosione del consenso di Fratelli d’Italia.

Dal punto di vista sociale, il partito raccoglie prevalentemente voti maschili, ma mostra un consenso distribuito in maniera piuttosto uniforme tra le diverse fasce d’età. L’appeal maggiore si registra tra le persone con redditi bassi o medio-bassi, tra operai e disoccupati e nei piccoli e medi comuni del Centro-Nord.

L’analisi individua inoltre un potenziale bacino di crescita composto da oltre un milione e mezzo di elettori che guardano con interesse a Vannacci pur non indicando oggi Futuro Nazionale come prima scelta. Resta però elevata la volatilità dell’elettorato, che potrebbe essere influenzata da fattori come una nuova legge elettorale, le alleanze e il cosiddetto voto utile.

Secondo lo studio, Futuro Nazionale si presenta oggi come una forza politica radicata a destra e capace di intercettare soprattutto il voto di protesta, facendo leva sulle difficoltà economiche e sulla richiesta di maggiore protezione sociale più che sulla sola narrazione identitaria.

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