Israele – Libano, diplomazia al lavoro: i colloqui a Roma il 15 e 16 luglio 

martedì, 7 Luglio 2026
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Sarà Roma il luogo prescelto per i colloqui tra Israele e Libano la prossima settimana. A quanto pare e da quanto è stato annunciato dall’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, intervenendo al Council on Foreign Relations a Washington e secondo quanto riferito da Ynet e confermato ai media italiani dall’ambasciata israeliana a Washington, l’incontro si terrà a Roma il 15 e 16 luglio e sarà ancora a livello di ambasciatori. Sul tavolo in primis ci sarà l’accordo in 14 punti firmato il 26 giugno a Washington, che però non è riconosciuto da Hezbollah. Altra notizia trapelata nei corridoi diplomatici è che il presidente libanese Joseph Aoun incontrerà il suo omologo Donald Trump il 21 luglio alla Casa Bianca.Intanto però dal Libano arrivano segnali di gelo.  Il leader  Aoun ha detto di rifiutarsi di scendere a compromessi sul sud e di non voler incontrare il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il quotidiano libanese ha smentito voci su un possibile incontro bilaterale: se i due si trovassero nella stessa stanza, Aoun se ne andrebbe. Il presidente libanese non prenderà in considerazione un dialogo con Netanyahu finché infatti continueranno gli attacchi israeliani contro i civili libanesi e le violazioni del suo territorio. Diplomazia sul tavolo ma nei fatti ancora molti dissapori e divergenze. Il negoziato riparte sullo sfondo di una guerra regionale iniziata il 28 febbraio 2026 tra Iran, Usa e Israele, che ha coinvolto il Golfo Persico e portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Secondo gli analisti dell’ultima ora Roma torna a fare da ponte. Scegliere la Capitale per Israele e Libano non è casuale: è sede neutra, vicina e con canali aperti con entrambe le parti. Ma il vertice del prossimo 15-16 luglio forse parte claudicante. Aoun dice no a Netanyahu e sì a Trump. E Hezbollah non riconosce l’accordo di Washington. Tradotto: si parlerà, ma senza chi spara davvero al confine. L’incontro Aoun-Trump del 21 luglio sarà la vera cartina di tornasole. Gli Usa vogliono stabilizzare il Libano per togliere spazio all’Iran dopo l’escalation di febbraio. Beirut vuole garanzie sul sud. Israele vuole sicurezza. Senza un cessate il fuoco a terra, però, i colloqui a Roma rischiano di restare solo sulla carta, la realtà purtroppo è un’altra. In sintesi la diplomazia riparte, la guerra no.

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