Continua ad aggravarsi la crisi in Medio Oriente. L’Iran ha lanciato nuovi missili verso l’area del Golfo, con allarmi scattati in Qatar e Bahrein e attacchi che hanno interessato anche gli Emirati Arabi Uniti. Da Teheran arrivano toni sempre più duri: Mojtaba Khamenei ha dichiarato che “la vendetta deve essere compiuta”, mentre un quotidiano iraniano ha pubblicato una presunta “lista nera” di leader occidentali nella quale compare anche il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni.
Tra i punti più delicati della crisi resta lo Stretto di Hormuz. Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione parlamentare iraniana per la politica estera e la sicurezza nazionale, ha affermato che l’Iran ha “preso il controllo dello Stretto di Hormuz con la forza” e che intende mantenerlo. Parallelamente, il ministero degli Esteri di Teheran ha reso noto che proseguiranno i colloqui con l’Oman per trovare un’intesa sulla sicurezza della navigazione nell’area.
Sul fronte militare, la Giordania ha annunciato di aver intercettato tre missili provenienti dall’Iran. Intanto, secondo l’agenzia iraniana Irna, nella notte le forze armate statunitensi hanno colpito cinque città della provincia di Bushehr, nel sud dell’Iran, un’area strategica per la presenza di importanti infrastrutture energetiche e della centrale nucleare. Al momento non sono stati diffusi dati ufficiali su eventuali vittime o danni.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dichiarato che, nelle ultime tre notti, sono stati colpiti oltre 300 obiettivi con l’obiettivo di ridurre le capacità iraniane di minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha rivolto un duro messaggio a Washington, sostenendo che gli Stati Uniti dovranno rispettare gli accordi presi, altrimenti “ne pagheranno le conseguenze”. La tensione resta altissima e cresce la preoccupazione per un possibile ulteriore allargamento del conflitto nell’intera regione del Golfo.
