Deputati di Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico si sono dati appuntamento a Montecitorio per esprimere la loro contrarietà alla riforma elettorale proposta dalla maggioranza e per presentare gli emendamenti da discutere alla Camera. Alcuni degli esponenti dei principali partiti di opposizione hanno preso la parola per illustrare le proprie posizioni su una legge che, a loro avviso, distorce la rappresentanza democratica e comprime la volontà popolare.
Le interviste de Lo Speciale a Elisabetta Piccolotti per Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Appendino e Michele Gubitosa per il Movimento 5 Stelle, Arturo Scotto e Pina Picerno per il Partito Democratico. Al centro del confronto, i temi della proporzionalità, delle preferenze dirette ai cittadini e della tenuta costituzionale della riforma in discussione.
Legge elettorale, le video interviste all’opposizione
Elisabetta Piccolotti ha motivato il voto contrario di Alleanza Verdi e Sinistra con argomenti di ordine costituzionale. “Guardi, noi non voteremo insieme a Fratelli d’Italia perché questa è una legge incostituzionale, quindi non possiamo votare questa legge che distorce la volontà degli elettori e fa pesare i voti di alcuni meno dei voti di altri”, ha dichiarato Piccolotti.
Chiara Appendino ha illustrato la posizione storica del Movimento 5 Stelle sul sistema elettorale, non risparmiando una valutazione netta sull’eventuale ruolo di Matteo Renzi nel campo progressista. “Guardi, non so, anche perché in corso in questo momento non ho visto gli emendamenti. Quello che le posso dire è che il Movimento 5 Stelle storicamente è per il proporzionale e per le preferenze e ritiene questa legge elettorale che hanno proposto un obbrobrio, un anticipo del premierato e quindi faremo battaglia anche insomma dentro e fuori parlamento”, ha detto Appendino, aggiungendo: “Quello che penso di Renzi l’ho detto chiaramente, lo ribadisco, non cambio idea. Credo che sia inaffidabile, lo ha dimostrato in passato, e penso che lo possa essere anche in futuro. Non è una questione, peraltro personale, c’è anche una questione elettorale. Credo che ci faccia perdere voti, però il punto è che c’è un perimetro invece che è quello che a me interessa, che è quello della Costituzione dell’articolo 3 che dice che dobbiamo costruire un paese in cui c’è dignità, in cui c’è un lavoro che permette alle persone di sopravvivere, in cui garantiamo alle persone di potersi curare ed è in quel solco, quindi con proposte radicali a chi si sente escluso ai margini, che noi come campo progressista dobbiamo dare una risposta, un’alternativa a Giorgia Meloni.”
Arturo Scotto ha inquadrato la battaglia sulla legge elettorale all’interno di una più ampia resistenza alle riforme istituzionali della maggioranza. “Non sono riusciti a fare il premierato, non sono riusciti, per fortuna, a fare l’autonomia differenziata. Adesso ci stanno provando con la legge elettorale, ma noi siamo qui a fare muro e a difendere la Costituzione. Siamo i veri patrioti, siamo noi. Siamo noi i patrioti della Costituzione”, ha dichiarato Scotto.
Pina Picerno ha concentrato il proprio intervento sulla questione delle preferenze dirette, invocando un atto di coraggio da parte del Parlamento. “Bisogna restituire alle italiane e agli italiani la possibilità di scegliere, viva Dio, finalmente da chi essere rappresentati. Ho trovato tutte le discussioni che ci sono state nel corso di queste settimane un po’ ridicole, se posso dire, perché noi abbiamo consentito che per troppi anni i parlamentari fossero scelti nei palazzi, dai leader sulla base purtroppo della fedeltà e non sulla base della competenza, e questo ha causato un deterioramento del dibattito pubblico italiano notevolissimo”, ha osservato Picerno, concludendo: “I parlamentari in Parlamento devono sedere le persone più competenti e scelte dai cittadini, non quelli fedeli, scelti dai leader di partito.”
Michele Gubitosa ha sintetizzato in pochi punti le richieste del Movimento 5 Stelle, attaccando frontalmente la linea della maggioranza. “Proporzionale puro e soppressione del listone deciso dai partiti. Diminuzione del premio di maggioranza e vere preferenze con vincolo di genere. Il Movimento 5 Stelle vuole avvicinare gli eletti e gli elettori. Giorgia Meloni e i suoi invece fanno spalluccio di fronte ai problemi degli italiani stritolati dai rincari e vogliono un parlamento di superominati. Noi non ci siamo”, ha concluso Gubitosa.



