La riforma della legge elettorale tiene banco a Montecitorio tra accuse di franchi tiratori, tensioni nella maggioranza e voti segreti che hanno prodotto risultati opposti alle dichiarazioni pubbliche. Ieri la Camera ha bocciato l’emendamento di Fratelli d’Italia per reintrodurre le preferenze, con palesi defezioni interne al centrodestra. Oggi la storia si è ripetuta in modo speculare: l’emendamento analogo presentato da Futuro Nazionale è stato affossato nonostante il voto favorevole di FdI, mentre la Lega si è schierata apertamente contro, con deputati che urlavano “Contro Rosso” in aula.
Il quadro che emerge dai due giorni di voto è quello di una maggioranza divisa sul merito delle preferenze, con FdI che ha sostenuto entrambi gli emendamenti e la Lega che li ha respinti, nonostante il segretario Salvini si dichiari pubblicamente favorevole alla sovranità popolare. FN ne ha fatto un caso politico, attaccando il Carroccio di tradimento verso Meloni. Gli altri alleati minimizzano e blindano il voto finale alla Camera sulla riforma, atteso per le 12 di domani con tanto di diretta tv. Le interviste raccolte da Lo Speciale.
Legge elettorale, Foti: “Nessuno tradisce in FDI”
“Ho dormito perfettamente”. Così il ministro per il Pnrr e gli Affari Europei Tommaso Foti rispondendo in piazza Montecitorio sul clima interno alla maggioranza all’indomani del ko in aula con la bocciatura per un solo voto dell’emendamento di Fdi sulle preferenze.
A chi gli ha chiesto se tema la presenza di “traditori” nelle file del partito di via della Scrofa dopo il voto segreto di ieri, Foti ha risposto blindando il gruppo: “In Fratelli d’Italia non si tradisce”, ha tagliato corto entrando alla Camera.
Donzelli: “FdI non ha fatto mancare un solo voto”
Il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ha escluso ricadute sull’esecutivo dopo il voto di ieri. “Sul governo penso non ci sarà nessun impatto. L’esecutivo si sta occupando degli italiani, non della legge elettorale”, ha dichiarato fuori da Montecitorio.
Donzelli non ha nascosto l’amarezza per l’esito del voto di martedì, puntando il dito contro i franchi tiratori interni alla coalizione. “A quanto pare c’è qualcuno di centrodestra, e i numeri parlano di questo, che nel segreto dell’urna ha deciso di non seguire quello che diceva in modo palese nelle riunioni dei gruppi”, ha detto. “Non è il mio stile: io ci metto la faccia e voto quello che dico di votare. Fare la caccia a chi è stato è difficile, ma prendo atto dei numeri: Fratelli d’Italia non ha fatto mancare un solo voto”.
Quanto alla possibilità di correggere il tiro in Senato reintroducendo le preferenze, Donzelli ha rinviato ogni valutazione. “Le riflessioni le faremo dopo che sarà approvato il provvedimento alla Camera. Certo, se stessimo andando ad approvare una legge con le preferenze sarei più contento. Sarà comunque una buona legge”, ha spiegato. Sulla riflessione interna chiesta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha precisato: “Il nostro leader ha detto che alla fine dell’approvazione del provvedimento alla Camera avremmo fatto un punto. Manca ancora qualche emendamento, poi faremo le nostre valutazioni”.
Ziello (FN) attacca la Lega: “Ha tradito Meloni”
Durissima la reazione di Futuro Nazionale dopo la bocciatura dell’emendamento presentato dal movimento del generale Vannacci. Il deputato Edoardo Ziello ha puntato il dito direttamente contro il Carroccio. “Chi vota palesemente la fiducia al Presidente del Consiglio l’ha tradita palesemente nel voto segreto, e lei dovrebbe prenderne atto”, ha dichiarato ai giornalisti fuori dalla Camera.
Ziello ha confermato il sostegno ricevuto da FdI e ha attaccato le urla dei deputati leghisti in aula. “Mi ha stupito in negativo sentire le indicazioni provenienti dai banchi della Lega, con le urla dei deputati che dicevano ‘Contro Rosso’. Hanno dimostrato di essere contrari alle preferenze, alla faccia del loro segretario che si dice a favore della sovranità popolare. Sono sovranisti a parole, ma nei fatti niente sovranità”, ha detto. “È un passaggio turbolento che dimostra divisioni profonde che non fanno bene al Paese”, ha concluso.
Ronzulli (FI): “Governo coeso, nessuna riflessione necessaria”
La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, a margine dell’assemblea Aiscat, ha minimizzato la portata delle tensioni. “Non mi preoccupo, come non mi preoccupa il governo né mi preoccupa la maggioranza che è coesa nonostante quello che dicono le opposizioni. Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di un emendamento, non di una grande riforma che ci siamo autosabotati. Può capitare”, ha dichiarato. “Alcuni franchi tiratori sono fisiologici, ma la responsabilità è personale”, ha aggiunto, escludendo che vi sia stata un’organizzazione partitica dietro le defezioni. Sul centrosinistra, Ronzulli ha attaccato la segretaria del Pd: “Alla Schlein il sistema di preferenze non va bene perché così non può scegliere lei la rappresentanza in parlamento. Lei vuole scegliersi in modo coatto le persone da portare in parlamento”, ha detto.
Candiani (Lega): “Franchi tiratori? Me li presenti”
La Lega ha respinto con forza le polemiche. Il deputato Stefano Candiani ha liquidato le accuse di FN come “speculazioni fuori da ogni logica”, aggiungendo con ironia: “Sa quante volte loro votano con la maggioranza e poi votano contro? Non guardiamo a quelli di Futuro Nazionale, sono tutte tattiche”. Sull’ipotesi di franchi tiratori nel proprio partito, Candiani ha risposto in modo secco: “Franchi tiratori? Se li conosce me li presenti”. Ha poi blindato l’iter della riforma: “Non ci sono sorprese, la legge elettorale sarà approvata domani”.



