Sulla matematica, i numeri non tornano.
Il Rapporto Invalsi 2026 conferma, dati alla mano, che è questa la materia che in Italia desta maggiore preoccupazione.
Alle elementari, dove inizia il percorso scolastico degli studenti, il sistema già arranca: in seconda e quinta primaria poco più del 60% degli alunni raggiunge il livello base, tre punti percentuali in meno rispetto alla rilevazione precedente. Il confronto con il 2019 è ancora più severo: gli apprendimenti medi risultano inferiori dell’8-10%, quando oltre il 70% degli studenti centrava gli obiettivi minimi. Per il presidente Invalsi Roberto Ricci è necessario “concentrare maggiori sforzi” e sfruttare appieno le Indicazioni Nazionali per invertire una tendenza che rischia di consolidarsi e di frenare la crescita delle competenze di base proprio negli anni decisivi della formazione.
Il quadro migliora alle superiori, dove si registra un recupero: nell’ultimo anno la quota di studenti che raggiunge il livello previsto in matematica sale dal 49% al 52%, con progressi significativi nel Mezzogiorno. Anche in seconda superiore si osserva un lieve aumento, mentre alle medie la situazione resta stabile e segnata da un divario territoriale di 15-20 punti tra Centro-Nord e Sud.
Oltre alla matematica, Invalsi ha fornito un quadro complessivo di tutte le materie. In italiano si registra un miglioramento dei maturandi, mentre restano deboli i risultati della terza media e della primaria. Prosegue la riduzione della dispersione scolastica, scesa all’8,2% nel 2025 e stimata al 7,3% nel 2026, superando il target Ue. Crescono le competenze in inglese e nel digitale, con progressi diffusi in tutti i cicli scolastici.
Un quadro rispetto al quale permane ancora oggi l’ombra lunga della pandemia: gli apprendimenti si sono stabilizzati su livelli più bassi rispetto al periodo pre-Covid, una tendenza che l’Italia condivide con altri Paesi europei.
Secondo l’Invalsi, per recuperare il terreno perduto la sfida ora è quella di rafforzare la qualità dell’insegnamento e il sostegno agli studenti più fragili.
