Mario Roggero va in carcere, la moglie chiede la grazia. Meloni e Tajani in pressing

venerdì, 17 Luglio 2026
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Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour (Cuneo) condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione dalla Cassazione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina nel 2021, si è avviato verso il carcere di Bollate, nel Milanese, per costituirsi. L’ordine di carcerazione è stato emesso dalla Procura di Asti dopo la conferma della sentenza nell’ultimo grado di giudizio dell’ordinamento italiano. Il gioielliere dunque si sta recando verso il carcere.

Parallelamente alla traduzione in carcere, la moglie di Roggero ha depositato una domanda di grazia al Presidente della Repubblica e un’istanza di differimento dell’esecuzione della pena. Quest’ultima mira a sospendere temporaneamente la detenzione, in attesa che la procedura ordinamentale faccia il proprio corso sulla richiesta di grazia.

Mario Roggero, il fronte politico ancora compatto: da Meloni a Tajani

Il caso ha suscitato reazioni immediate da parte dell’esecutivo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social, collegando il caso al disegno di legge Sicurezza in discussione. “Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto”, ha scritto Meloni, aggiungendo che il provvedimento introdurrà il principio per cui “chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento”.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso sostegno alla richiesta di grazia, pur riconoscendo la responsabilità penale del gioielliere. “Io credo che sia giusto chiedere la grazia per un uomo che ha sbagliato, ma capire anche perché ha sbagliato, perché è stato sotto pressione, sotto violenza per tanti anni”, ha dichiarato Tajani. “Credo che sia giusto che la società lo perdoni, non è un pericoloso criminale”, ha aggiunto. La salita al Quirinale di Nordio per il colloquio con Mattarella sul tema non scompone il vicepremier: “Non devo vederci niente”.

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha definito la sentenza “ingiusta” e ha lanciato un appello al Capo dello Stato. “In tanti, in tantissimi stiamo con Mario Roggero. Chiediamo la grazia per lui. Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione nel negozio di famiglia, con moglie e figlia presenti e a rischio”, ha scritto in un post.

L’Anm: “Sorprendenti le dichiarazioni dei ministri, no alla vendetta privata”

Netta la presa di posizione dell’Associazione Nazionale Magistrati. Il presidente Giuseppe Tango ha difeso l’operato dei giudici e ha respinto le critiche provenienti dal governo. “I giudici in tre gradi di giudizio e in modo convergente hanno applicato la legge, come è giusto che sia”, ha dichiarato Tango.

Il presidente dell’Anm ha definito “sorprendenti” le dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, che aveva invocato un diverso orientamento interpretativo dei giudici. “Trovo sorprendenti le dichiarazioni di un ministro che invoca addirittura il potere del giudice di innovarle, compito che spetta unicamente al legislatore, delegittimando al tempo stesso la magistratura con accuse di doppiopesismo tanto odiose quanto generiche”, ha precisato Tango. “La legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata. Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto”, ha concluso.

Oltre 265mila firme e il sostegno del mondo dello spettacolo

Sul fronte della mobilitazione popolare, tre petizioni avviate su Change.org hanno raccolto complessivamente oltre 265mila firme a favore della concessione della grazia. Numerosi i messaggi di solidarietà arrivati dai social. Il rapper Emis Killa ha commentato: “Paese barzelletta. Sei grande. Tanta solidarietà”. Lazza ha pubblicato una storia su Instagram con il commento “2 palle come una casa”, mentre Rondodasosa ha scritto “Grazia subito”, invitando Roggero a “tenere duro”. Tra i like al post di Salvini figurano quelli di Leonardo Bonucci, Elisabetta Canalis, Melissa Satta, Elisabetta Gregoraci e Sabrina Salerno.

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