Continuano a registrarsi gravi disagi a Roma a causa di una serie di blackout elettrici che, complici l’ondata di caldo eccezionale di questi giorni e il calore accumulato nel sottosuolo, stanno mettendo sotto durissimo stress la rete elettrica cittadina. I distacchi stanno interessando diverse zone della Capitale, concentrandosi in modo particolare nel quadrante sud-est. Le segnalazioni di interruzioni e disservizi arrivano infatti da Subaugusta, Centocelle, Torre Angela, Villaggio Prenestino e via Colfelice, nella zona di Colli Albani, ma anche in aree centrali come l’Esquilino, in particolare nei pressi di Largo Brancaccio. Una situazione sul campo che sta esasperando i residenti di numerose palazzine, rimasti a lungo privi di refrigerazione e con gli ascensori bloccati.
Sul fronte del ripristino, fonti ACEA riferiscono che gli interventi urgenti sono attualmente in corso e che l’azienda ha messo in campo circa 600 squadre di Areti, operative sul territorio 24 ore su 24 per gestire le criticità. Le sementi fonti aziendali precisano che non si tratta di un’emergenza generalizzata, bensì di problemi localizzati a livello di singole cabine, causati da improvvisi e straordinari picchi di richiesta elettrica misurati in megawattora dovuti all’uso massiccio dei condizionatori. Nonostante il grande sforzo dei tecnici per normalizzare la situazione, il dibattito politico si è subito acceso.
Sul tema è intervenuto duramente il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), interpellato dal quotidiano Lo Speciale sul blackout elettrico a Roma e in altre aree metropolitane d’Italia ampliando lo sguardo della sua analisi.
Blackout a Roma, le parole di Rampelli sulla crisi energica in Italia
“Le grandi città trafitte dal caldo vedono collassare la fornitura di energia elettrica. L’Europa intera è in crisi, ma questo non giustifica l’imperizia di chi si è gettato a pesce morto sulla transizione ecologica da quindici anni a questa parte, ha posto l’indice sull’aumento esponenziale delle temperature senza avviare seri processi di rinaturalizzazione per rinfrescare le temperature dei nuclei urbani soffocati da asfalto e cemento”, ha esordito Rampelli, aggiungendo che “soffrono Milano e Torino, mentre a Roma interi quartieri periferici sono da giorni senza corrente. Areti, sentita, garantisce la normalizzazione entro 24 ore, ma barcolla mentre le famiglie sono disperate”.
Rampelli ha poi rivolto una dura critica alla gestione del verde pubblico da parte dell’amministrazione capitolina, spostando l’attacco sul fronte locale: “Intanto il Campidoglio ha abbattuto decine di migliaia di alberi secolari che avevano una grande capacità di migliorare il microclima per far posto ad arbusti bonsai con una portata decisamente più blanda. Avremmo dovuto realizzare boschi urbani e invece abbiamo compromesso un patrimonio arboreo indispensabile alla mitigazione delle temperature. Ci vorranno trent’anni per averlo di pari valore a quello distrutto. Non è stata posta sufficiente attenzione alla risorsa ‘acqua’ che è vita ed energia”.
Il cuore dell’analisi si sposta poi sull’impatto delle nuove tecnologie e dei consumi stagionali su una rete strutturalmente debole: “La moltiplicazione delle auto elettriche ha creato altro sovraccarico con l’installazione di centraline per la ricarica che consumano altre importanti quote di energia. Se tutti avessimo l’auto elettrica il sistema non le sosterrebbe”, ha incalzato l’esponente di Fratelli d’Italia. “Mentre lo sviluppo degli impianti di condizionamento dell’aria hanno dato il colpo di grazia a una rete vetusta e a cabine elettriche antidiluviane pagate a caro prezzo ma che stanno procurando blackout in ogni dove”.
L’affondo finale della nota è un duro attacco politico che investe sia i teorici del green sia le società che gestiscono la distribuzione energetica. “I soliti noti, dall’ex commissario Ue Timmermans ai soloni nostrani dell’ideologia green hanno imposto una scelta ideologica senza perseguire scelte che la rendessero sostenibile. Solita e tipica astrazione della sinistra ‘fru fru’”, ha sentenziato Rampelli, puntando il dito contro i concessionari: “I gestori delle reti e i concessionari della distribuzione dell’energia non reinvestono in maniera adeguata sulla modernizzazione, la qualità del servizio e l’efficientamento, pur totalizzando profitti stellari”.
“Questi giocolieri dell’ideologia vorrebbero governare l’Italia, ma hanno le idee chiare (e surreali) solo sui diritti civili, mentre hanno dimostrato di non saper trattare questioni tanto banali quanto urgenti come questa: per portare tutto sull’elettrico occorreva prima mettere in conto il parallelo rifacimento ex novo di reti e cabine di distribuzione”, ha concluso il vicepresidente della Camera.



