Tensione Italia-Russia, convocato l’incaricato di affari a Mosca

lunedì, 20 Luglio 2026
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Nuova fiammata di tensione sull’asse diplomatico tra Roma e Mosca. Il ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha convocato questa mattina l’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa. La decisione, secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche, rappresenta la diretta risposta del Cremlino all’espulsione di due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, avvenuta lo scorso 9 luglio. L’incontro al dicastero di piazza Smolenskaja sancisce l’avvio della formale procedura di ritorsione da parte russa, secondo la prassi diplomatica del “principio di reciprocità”.

Tensione tra Roma e Mosca, la vicenda dell’espulsione dei militari

Il 9 luglio, il governo italiano aveva notificato un provvedimento di espulsione a carico di due membri del personale militare accreditato presso l’ambasciata russa a Roma, dichiarati “persone non gradite”. Sebbene i dettagli dell’operazione siano rimasti coperti da stretto riserbo per ragioni di sicurezza nazionale, l’allontanamento dei due funzionari di Mosca era stato motivato da attività “incompatibili con il loro status diplomatico” – formula solitamente utilizzata nei casi di sospetto spionaggio o di attività di intelligence non autorizzate sul territorio nazionale.

La reazione del Cremlino non si è fatta attendere, seppur calibrata nei tempi tecnici della diplomazia. Con la convocazione di Giovanni Scopa – che in questo momento guida la rappresentanza diplomatica italiana a Mosca in assenza dell’Ambasciatore – la Russia si appresta a formalizzare, con ogni probabilità, un provvedimento speculare: l’espulsione di diplomatici o addetti militari italiani di stanza nella Federazione.

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