Morte di Abderrahim Fakir, primi riscontri dell’autopsia: ipotesi asfissia da compressione. Sei indagati

sabato, 25 Luglio 2026
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Emergono i primi elementi dall’autopsia eseguita sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica scorsa a Bologna durante un intervento della polizia. I primi riscontri medico-legali confermerebbero quanto già emerso dalla Tac: sarebbero stati riscontrati sangue vivo nei polmoni e uno schiacciamento del torace, elementi compatibili con un possibile quadro di asfissia da compressione.

Resta però da chiarire un aspetto decisivo per le indagini: gli esperti dovranno stabilire se lo schiacciamento sia stato causato da un eventuale uso eccessivo della forza durante l’immobilizzazione dell’uomo oppure se sia avvenuto successivamente, in seguito alle manovre di rianimazione effettuate dai soccorritori.

La Procura di Bologna procede per omicidio colposo. Nel registro degli indagati risultano iscritti, come atto dovuto, i due agenti di polizia intervenuti e i quattro operatori della Croce Rossa che hanno prestato soccorso. I magistrati hanno disposto ulteriori esami istologici e tossicologici, oltre alla verifica della correttezza delle manovre rianimatorie. Per il deposito della relazione autoptica è stato concesso un termine di 90 giorni.

Secondo quanto riportato dal Messaggero, la Tac avrebbe evidenziato una compromissione delle vie respiratorie. L’ipotesi è che il 42enne, rimasto immobilizzato con il torace a terra per diversi minuti, possa essere deceduto per soffocamento. Le immagini registrate dalle bodycam degli agenti e dai residenti presenti sul posto saranno ora fondamentali per ricostruire con precisione quanto accaduto.

All’autopsia erano presenti anche i consulenti delle parti. L’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, ha parlato di un quadro che “sembra compatibile con un’asfissia da compressione”, precisando però che saranno necessari ulteriori approfondimenti. Di diverso avviso il legale dei due poliziotti, Gabriele Bordoni, secondo cui dall’esame autoptico non sarebbero emersi elementi riconducibili a un’azione violenta o eccessiva da parte degli agenti.

Lo stesso Bordoni ha sottolineato che i due poliziotti “vivono come un dramma” la morte del 42enne e ha spiegato che durante l’intervento avrebbero richiesto per due volte l’invio dell’automedica, circostanza che, ha affermato, potrà essere verificata attraverso le registrazioni delle comunicazioni con la centrale operativa.

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