Le esportazioni di petrolio dell’Arabia Saudita sono aumentate del 19,5% nel mese di maggio, nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le restrizioni sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Lo rende noto l’Agenzia ufficiale di statistica saudita.
Secondo i dati diffusi dall’ente, il peso delle esportazioni petrolifere sul totale delle vendite all’estero del Regno è salito dal 65,7% di maggio 2025 al 75,6% nello stesso mese del 2026. In controtendenza, invece, le esportazioni non petrolifere sono diminuite del 26,1%, mentre le importazioni complessive hanno registrato un calo del 19,5% rispetto all’anno precedente.
Le autorità saudite non hanno spiegato come sia stato possibile incrementare le esportazioni di greggio nonostante il blocco dello Stretto di Hormuz imposto dall’Iran durante il conflitto con Stati Uniti e Israele. Prima dell’escalation militare, attraverso questo passaggio strategico transitava circa un quinto delle esportazioni mondiali di energia.
Intanto, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Tasnim e rilanciato da Al Jazeera, una petroliera sarebbe esplosa dopo aver urtato una mina nello Stretto di Hormuz. La nave avrebbe abbandonato la rotta autorizzata dalle autorità iraniane prima dell’incidente. Al momento Teheran non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto.
Sul fronte diplomatico, Papa Leone XIV è tornato a lanciare un appello per la pace in Medio Oriente. Dopo l’Angelus da Castel Gandolfo, il Pontefice ha ricordato il nuovo beato Elia Hoyek, storico patriarca dei Maroniti, auspicando che la sua intercessione possa accompagnare il popolo libanese e contribuire al raggiungimento della pace nell’intera regione.
