Nazionale, Abodi: “Figuraccia da recuperare, ma da parte mia nessuna pressione su FIGC” | Video

lunedì, 27 Luglio 2026
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Il ministro per lo Sport Andrea Abodi prende posizione sullo stallo della FIGC dopo il no ad Andrea Pirlo, che ha portato anche all’addio di Maldini e Leonardo. Un nuovo corso quello del presidente della FIGC Malagò che non è iniziato nel migliore dei modi. Il ministro è intervenuto a margine della presentazione dell’iter amministrativo per il nuovo Stadio della Roma.

Nazionale caos ct, le parole del ministro Abodi

“Io non ho chiesto nulla e non c’è stata nessuna pressione da parte mia”, ha dichiarato Abodi, rispondendo a chi gli chiedeva se avesse influenzato la decisione della Federazione di interrompere le trattative con l’ex centrocampista. “Bisogna chiedere al Presidente federale se veramente sia stato deciso di fermare la negoziazione per questo e le relative ragioni. Diciamo che la combinazione betting-Russia non aiuta, ma non devo essere io a dare spiegazioni”, ha aggiunto il ministro.

Abodi ha poi approfondito il tema del contesto internazionale: “Sulla situazione con la Russia bisogna essere estremamente attenti. Quello che sta succedendo dal febbraio 2022, tradendo la tregua olimpica e anche con una recrudescenza, ci pone di fronte a una sensibilità che non può lasciare spazio a scelte superficiali. Il tema del betting associato alla Russia ha ulteriormente complicato le cose”, ha spiegato.

Sul merito dello stallo, il ministro non ha usato mezzi termini: “Mi aspetto che si recuperi una figuraccia che oggettivamente è stata fatta. Mi interessa limitatamente attribuire le responsabilità perché ognuno fa i conti con la propria coscienza, ma è del tutto evidente che quello che è successo non doveva succedere”, ha dichiarato Abodi.

Incalzato sulle recenti dichiarazioni del presidente della FIGC, Giovanni Malagò — che aveva replicato “bisogna vedere chi l’ha fatta la figuraccia” — il ministro ha risposto con ironia: “Ricorda un po’ Gigi Proietti. Ognuno è sicuro che debba fare un po’ l’esame di coscienza, però non ho mai creduto che le brutte figure di uno si compensino o si possano distrarre sulle brutte figure dell’altro. D’altro canto stiamo parlando del Commissario Tecnico della Nazionale, che è un patrimonio comune”, ha precisato.

Abodi ha chiarito di non aver avuto contatti diretti con il presidente federale nella giornata odierna: “Ho sentito il presidente Malagò negli scorsi giorni, quel che ho saputo oggi è stato tramite giornali”, ha detto. Sul rapporto tra direttore tecnico e commissario tecnico, il ministro ha espresso una posizione netta: “Per me sono due decisioni non scindibili. Al di là del fatto che abbia scelto per primo un Direttore Tecnico, quando viene deciso un commissario tecnico, quello è il commissario tecnico”, ha affermato.

Abodi ha poi respinto le pressioni che arrivano dai social: “Leggo sui social che dovrei smontare qualunque architettura, ma io ho un ruolo e devo rispettarlo”, ha detto. Quindi ha concluso: “Io rimango della mia idea: stare al mio posto, rispettare il mio ruolo e rispettare il ruolo del Presidente federale. Mi auguro che venga trovata una soluzione, una buona soluzione che possa essere definitiva e che possa aprire una prospettiva, perché non faccio mai il tifo contro la mia Nazionale”.

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