Fino al 1° novembre il borgo toscano si trasforma in un atlante aperto sull’Italia contemporanea. Trentatré mostre e la nuova direzione artistica di Renata Ferri per esplorare le meraviglie, le ferite e le infinite contraddizioni del nostro Paese.
C’è un’Italia sognata, quella delle cartoline sbiadite e del Grand Tour, e c’è un’Italia reale, complessa, fatta di paesaggi stravolti, periferie silenziose e identità in costante mutazione. Fino al 1° novembre 2026, il borgo medievale di Cortona (Arezzo) torna a essere l’epicentro internazionale della fotografia contemporanea ospitando la sedicesima edizione di Cortona On The Move.
Quest’anno il festival, promosso dall’Associazione culturale On The Move, segna un punto di svolta, compiendo una vera e propria rivoluzione guidata dalla nuova direzione artistica di Renata Ferri, che imprime un nuovo corso capace di dare vita alle infinite possibilità della fotografia di emozionare, far conoscere e sorprendere. Come sottolinea l’Associazione, il festival considera le immagini “un linguaggio in continua trasformazione”, un’occasione di condivisione costruita attraverso un palinsesto di incontri, letture di portfolio, talk ed eventi di intrattenimento.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è tanto evocativo quanto sfidante: “Beautiful Country”. «Beautiful Country nasce dal desiderio di tornare a guardare con attenzione ciò che abbiamo intorno a noi» spiega Renata Ferri, sottolineando come la fotografia debba farsi «spazio condiviso di scoperta, capace di restituire complessità, memoria e immaginazione al racconto del presente». Il risultato è un programma espositivo titanico che conta 33 mostre tra personali, collettive, confronti generazionali e progetti inediti, trasformando il festival in un’indagine profonda sull’Italia degli ultimi decenni — un “viaggio di viaggi” in cui la fotografia si fa strumento di esplorazione tanto critica quanto poetica, capace di coniugare lo spirito del Grand Tour con la profondità dell’inchiesta contemporanea.
Peninsula: dieci sguardi sul paesaggio italiano
Ad aprire simbolicamente il percorso è Peninsula, il progetto originale ideato dalla stessa Renata Ferri e prodotto in partnership con Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia e Fondazione CR Firenze. Una committenza che riunisce dieci tra le voci più interessanti della fotografia italiana contemporanea — Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo De Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato, Giovanna Silva — chiamate a confrontarsi con i territori fisici e simbolici del paesaggio contemporaneo. È la dichiarazione d’intenti dell’intera edizione: un’Italia raccontata non da uno sguardo solo, ma da dieci punti di vista che si intrecciano.

Lo sguardo dei maestri e le visioni internazionali
A Cortona, la meraviglia si intreccia inevitabilmente al disincanto. Lo si evince chiaramente ammirando i capolavori di autori internazionali che hanno posato il loro sguardo sul nostro patrimonio. È il caso di Joel Sternfeld — pioniere e maestro indiscusso della fotografia a colori di grande formato, due volte borsista Guggenheim — che in Campagna Romana (1989-1991) ha immortalato la luce unica dei margini della Capitale, sulle orme dei pittori che per secoli hanno lasciato l’Europa e gli Stati Uniti per venire a vedere Roma. Un luogo che nei secoli è stato palude, teatro di guerra, ambientazione d’arte, e che oggi conserva le vestigia del proprio passato imperiale aprendosi alle contaminazioni del presente: un cortocircuito temporale in cui, nonostante i segni visibili della contemporaneità, restano scorci immutati nel tempo.

Altrettanto potente è Perfetta bellezza della tedesca Candida Höfer, artista di fama internazionale che dal 2003 al 2012 ha viaggiato in Italia portando il proprio sguardo sul vasto patrimonio architettonico del Paese. Stampe di grande formato che ritraggono ampie sale vuote di biblioteche, teatri e musei italiani: una precisione formale rigorosissima che rende ogni immagine allo stesso tempo un documento prezioso e un’opera contemplativa, capace di raccontare non solo i luoghi ma anche — per assenza — le persone che quotidianamente li attraversano.

L’obiettivo straniero si fa invece surreale ed eccentrico in Failed Postcards from Napoli della canadese Kourtney Roy, sviluppato nel 2025 durante una residenza artistica presso la Spot Home Gallery di Napoli. Attraverso l’autoritratto, l’artista si mette in scena diventando di volta in volta protagonista eccentrica e fuori contesto, le cui trame restano affidate all’immaginazione di chi guarda: un doppio che emerge dagli spazi per frizione, dando corpo a identità insieme forti e vulnerabili, e che conferma Napoli come spazio capace di accogliere infinite provocazioni.

Ferite del paesaggio e contraddizioni contemporanee
Il “Beautiful Country” esplorato a Cortona non nasconde la polvere sotto il tappeto, ma usa l’obiettivo per denunciare e riflettere. Nel progetto Guilty Grounds (Terre colpevoli), l’olandese Steffi Reimers indaga i paesaggi della Calabria: attraverso l’uso sapiente della luce, trasforma la natura in un testimone tacito dei crimini della ‘ndrangheta, portando in superficie cicatrici e resti che svelano l’ambigua coesistenza tra bellezza naturale e atrocità umana.
Di grandissima attualità è anche OverTourism di Alessandro Toscano, che affronta il tema del turismo di massa con immagini elaborate digitalmente di Roma, Pisa e Firenze — città prese d’assalto da oltre 50 milioni di visitatori annui — mostrando come le dinamiche del turismo alterino la percezione e la morfologia stessa dei luoghi. L’urgenza climatica trova invece voce nel lavoro di Chiara Indelicato, *Pelle di Lava*, sviluppato sull’isola di Stromboli impiegando per lo sviluppo analogico sostanze non tossiche come caffè e acqua di mare — una scelta tecnica che si fa essa stessa dichiarazione ecologica.

Oltre il limite: memoria, archivi e confini
Molto spazio è dedicato alla rilettura degli archivi e all’installazione immersiva. Spicca Songs of a Lost World del duo torinese Botto&Bruno, una gigantesca installazione site-specific creata con un collage manuale di circa 900 fotografie di periferie urbane e archeologie industriali di Marghera. Un tuffo nella storia dell’evoluzione del Paese arriva anche dall’Archivio Fotografico Eni con la mostra Oasi di sosta, dove le stazioni di servizio volute da Enrico Mattei dal 1952 in poi — fotografate da giganti come Aldo Ballo e Luigi Ghirri — diventano lo specchio dell’ingresso della modernità in Italia.

Non manca lo sguardo su chi l’Italia cerca di raggiungerla. In Io sono confine, Francesco Anselmi, in collaborazione con il charity partner Medici Senza Frontiere, documenta il percorso dei migranti della rotta balcanica che arrivano a Trieste. Il porto e il Carso diventano luoghi di attesa, mentre lo sportello socio-sanitario HOPE si fa simbolo di una società civile che risponde con gesti di cura capaci di dissolvere le frontiere.
Un ecosistema per il futuro della fotografia
Cortona On The Move non è solo un festival espositivo, ma un vero e proprio ecosistema culturale che guarda avanti. Oltre a Peninsula, il circuito accoglie il Groundswell Project, cofinanziato dall’Unione Europea per riflettere sulla crisi climatica attraverso l’immagine. Importante anche l’impegno verso le nuove generazioni: la OTM Academy, giunta alla seconda edizione, è rivolta alle scuole di fotografia, mentre il Premio Vittoria Castagna premia gli under 30 impegnati in progetti di marketing e comunicazione legati alla sostenibilità del festival e alla produzione culturale.
Il festival, attivo dal 2011, è realizzato con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana e del Comune di Cortona, con la main partnership di Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, il contributo di Fondazione CR Firenze, il supporto di at – Autolinee Toscane come mobility partner, Eni come partner ed Enti, CEWE e Sony come partner tecnici, Medici Senza Frontiere come charity partner, in media partnership con Il Giornale dell’Arte. La produzione delle mostre di questa sedicesima edizione è stata resa possibile anche grazie alle cornici artigianali in legno di Studio Rufus, alle cornici in alluminio di Ciquadro Fine Art Frame, ai device multimediali di Neotech, ai vetri antiriflesso di Artglass by Groglass e alla carta fine-art di Innova.
Un viaggio ancora aperto
Fino al 1° novembre, passeggiare per le strade e i palazzi storici di Cortona significa intraprendere quel “viaggio di viaggi” di cui parla Renata Ferri: un percorso dove la fotografia smette di essere pura contemplazione estetica per farsi inchiesta, documento, provocazione. Restano ancora diversi mesi per attraversarlo — dalla luce ferma delle sale vuote di Candida Höfer alle 900 fotografie assemblate a mano di Botto&Bruno, fino al confine di Trieste raccontato da Francesco Anselmi — prima che il sipario si chiuda su un’edizione che, più delle precedenti, sembra aver scelto di guardare l’Italia senza sconti: un atto d’amore verso un Paese tanto bellissimo quanto spietato.
Vittorio Zenardi

