Si sono concluse a Matera le riprese della terza stagione di The Saints, la docuserie ideata da Martin Scorsese. Per il secondo anno consecutivo, la produzione ha scelto la città dei Sassi come cornice per raccontare le grandi figure del cristianesimo. Lo ha reso noto l’Ufficio Cinema del Comune di Matera, che ha salutato la fine delle lavorazioni ringraziando la produzione esecutiva Lupin Film, le maestranze e tutti i professionisti coinvolti.
La città come set a cielo aperto
Per alcuni giorni vicoli, piazze e scorci del centro storico si sono trasformati in un grande set cinematografico a cielo aperto, suscitando la curiosità di residenti e turisti, che hanno seguito le riprese tra troupe, attori e mezzi di scena.
«L’immagine di questi giorni – si legge nella nota del Comune – racconta il confine sottile tra la vita quotidiana e la finzione cinematografica: da una parte gli antichi Sassi, custodi di secoli di storia, dall’altra il movimento della macchina da presa, dei tecnici e degli attori. È l’incontro tra passato e presente, tra la città vissuta ogni giorno e quella che, davanti all’obiettivo, diventa universale».

Matera, calamita per il cinema internazionale
La produzione rappresenta l’ennesima conferma dell’attrattività di Matera per il cinema internazionale, consolidando il legame tra la città e le grandi produzioni audiovisive che continuano a scegliere i Sassi come scenario naturale — un patrimonio che negli anni ha già attirato set di respiro globale, dal James Bond di No Time to Die al La Passione di Cristo di Mel Gibson, da Ben-Hur a Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini capolavoro del cinema girato in gran parte nei Sassi di Matera, scelti dal regista per rappresentare l’antica Gerusalemme, trasformando i paesaggi lucani nei luoghi sacri della Terra Santa.
Con la conclusione delle riprese della terza stagione, Matera si conferma un vero e proprio studio cinematografico a cielo aperto, capace di offrire al cinema internazionale scenari che raccontano insieme la storia millenaria della città e l’universalità delle vicende che vi si scelgono di ambientare.
