Concezzi, un thriller per raccontare le ferite della comunità ebraica romana

venerdì, 31 Luglio 2026
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È un thriller che va oltre i confini del giallo tradizionale “Il collezionista di ebrei”, opera prima di Michele Concezzi edita da Historica Edizioni. Una indagine su una serie di delitti apparentemente inspiegabili diventa il pretesto per esplorare una delle pagine più dolorose della storia italiana: l’antisemitismo, la memoria della comunità ebraica romana e le ferite lasciate dagli attentati degli anni Ottanta.

La protagonista, Ester, cronista di nera, una passionaccia per il mestiere, ebrea dei quartieri popolari, è un personaggio credibile e sfaccettato. La sua ricerca della verità è alimentata tanto dall’istinto professionale quanto dal coinvolgimento personale, e questo conferisce all’indagine una forte intensità emotiva. Il romanzo alterna efficacemente il ritmo dell’inchiesta ai ricordi e ai traumi del passato, senza che una dimensione prevalga sull’altra.

Uno degli aspetti più interessanti del libro è la capacità di intrecciare un fatto di cronaca realmente irrisolto – il cosiddetto “collezionista di ossa della Magliana” – con una costruzione narrativa che porta a delineare un movente fondato sull’odio antisemita.

La scrittura è scorrevole, asciutta, a tratti cinematografica, priva di autocompiacimenti. Concezzi evita gli eccessi retorici e preferisce affidarsi a dialoghi efficaci e a una narrazione serrata, mantenendo alta la tensione fino alle ultime pagine e lasciando parlare i personaggi e gli eventi, con un ritmo sempre sostenuto

Roma non è soltanto lo sfondo della vicenda, ma un autentico personaggio: i suoi quartieri, la sua memoria e le sue contraddizioni accompagnano costantemente l’evoluzione della storia.

Se sul piano del thriller il romanzo funziona grazie ai continui colpi di scena e ai depistaggi, è sul piano civile che lascia il segno. L’autore invita a interrogarsi sulla persistenza dei pregiudizi e sulla necessità di custodire la memoria storica, senza trasformare il racconto in un saggio o in un manifesto.

Il collezionista di ebrei è un giallo ben costruito che unisce suspense, ricostruzione storica e riflessione etica. Un esordio maturo, capace di raccontare una storia avvincente senza rinunciare alla profondità, in cui il fascino di Roma, il respiro della sensualità e il valore della memoria si fondono in un equilibrio raro.

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