Monty Roberts ci ha lasciati, per andare a cavalcare nei pascoli del cielo.
Al di fuori del mondo equestre il suo nome non dirà molto, ma per chi ama i cavalli questo signore californiano è stato qualcosa di più di un’istituzione, di una leggenda: è stato l’uomo che ha compiuto una rivoluzione copernicana nella relazione tra l’uomo e il cavallo. Non più un rapporto basato sulla coercizione e la subordinazione, ma sulla fiducia, la relazione e il reciproco ascolto.
Roberts è morto a 89 anni nella sua Flag Is Up Farms, la tenuta di Solvang, in California, dove per decenni ha formato generazioni di addestratori e appassionati. Non è stato soltanto un trainer, ma un innovatore, capace di scardinare i sistemi coercitivi radicati da secoli e di proporre un approccio fondato sulla comunicazione.
La sua filosofia è diventata un metodo, il Join-Up, che si è diffuso in tutto il pianeta. Tutto nasce quando, da ragazzo, Roberts trascorre lunghe giornate a osservare i mustang selvatici nel Nevada. Grazie a quella esperienza aveva capito che i cavalli comunicano attraverso un linguaggio del corpo preciso, leggibile, coerente. Una volta decodificato quel linguaggio non servivano più fruste o costrizioni: bastava interpretare i segnali, rispettarne i tempi, per instaurare una relazione. Da quella intuizione nacque un metodo che avrebbe cambiato la storia dell’addestramento moderno.
Roberts portò questa visione nel mondo professionale sfidando l’ortodossia del settore, spesso legata a pratiche dure e punitive. Il suo libro The Man Who Listens to Horses (L’uomo che ascolta i cavalli) divenne un bestseller internazionale e finì anche sulla scrivania della Regina Elisabetta II, che lo volle a Windsor per una dimostrazione delle sue tecniche. Da quell’incontro nacque un rapporto di stima e amicizia destinato a durare negli anni, riconosciuto ufficialmente anche con il conferimento del titolo di Membro del Royal Victorian Order da parte della Corona britannica.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di messaggi dal mondo equestre. Riviste specializzate, associazioni e professionisti hanno ricordato un uomo che ha saputo cambiare la mentalità di un intero settore, mostrando che il cavallo non è un animale da dominare, ma un partner da comprendere.
Monty Roberts se ne va, ma la sua eredità si rinnova ogni volta che un cavallo entra in un tondino senza paura e un addestratore sceglie la via del rispetto. E rinasce in ogni persona che, grazie a lui, ha capito che la forza non è nella costrizione, ma nella relazione.
