Caro benzina, il prezzo non è quello giusto (e continua a salire)

martedì, 4 Agosto 2026
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A salire si fa presto, il problema vero comincia quando si tratta di scendere.

È la fotografia del mercato dei carburanti in Italia, dove benzina e gasolio continuano a muoversi verso l’alto nonostante gli interventi del governo.

L’esecutivo valuta nuove misure in vista del prossimo Cdm e della scadenza dello sconto sul gasolio: le risorse sono limitate, l’extra‑gettito Iva di luglio è stato modesto e per un eventuale ampliamento del taglio delle accise — anche sulla benzina tramite accise mobili — servirebbero almeno 100 milioni.

Secondo l’aggiornamento odierno dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il gasolio è tornato a 2,100 euro al litro in modalità self sulla rete stradale nazionale, il livello più alto dal 29 luglio, mentre in autostrada si attesta a 2,173 euro. La benzina resta stabile a 1,999 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,084 euro su quella autostradale. Un quadro che conferma come il taglio delle accise abbia avuto un effetto limitato, compensato dall’aumento delle quotazioni internazionali del greggio.

La scorsa settimana il Garante prezzi ha trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco dei distributori che non hanno adeguato i listini al taglio delle accise: su 20.110 impianti, 2.484 (12,4%) non hanno ridotto di un centesimo il prezzo del gasolio, mentre 684 (3,4%) hanno addirittura registrato aumenti. Una quota minoritaria, ma sufficiente a indebolire la percezione dell’intervento e a generare differenze significative sul territorio.

Il contesto di tensione sta producendo anche effetti collaterali e dai contorni dolosi. Un’inchiesta di Adnkronos ha segnalato a Roma diversi casi di auto e moto che si fermano improvvisamente in strada: il carburante sarebbe contaminato, allungato con acqua.

Un fenomeno che si inserisce in un clima di forte pressione sul settore, dove prezzi elevati e comportamenti opportunistici rischiano di aggravare ulteriormente la situazione.

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