Medio Oriente, accelerano i negoziati: nuovi sviluppi su Hormuz

venerdì, 7 Agosto 2026
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Mentre Erdogan vola in Arabia Saudita, il leader russo Vladimir Putin ha intrattenuto un colloquio telefonico con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan circa la situazione nel Golfo e in Ucraina, come reso noto dal Cremlino che ha aggiunto come Putin si sia mostrato grato agli Emirati Arabi Uniti per il ruolo avuto nell’organizzazione degli scambi di prigionieri di guerra e detenuti tra Russia e Ucraina.  Per quanto riguarda il Golfo Persico, nella nota diffusa dal Cremlino si legge che “è stata sottolineata l’importanza di raggiungere rapidamente accordi per la normalizzazione della situazione, tenendo conto dei legittimi interessi degli Stati della regione. Durante uno scambio di opinioni sull’Ucraina, Vladimir Putin ha informato il presidente sulla situazione nel contesto dell’operazione militare speciale. Particolare attenzione è stata dedicata all’intensificarsi delle attività terroristiche del regime di Kiev contro i civili e le infrastrutture civili. È stata espressa gratitudine alla leadership degli Emirati Arabi Uniti per l’assistenza fornita nell’organizzazione degli scambi di prigionieri di guerra e detenuti tra Russia e Ucraina”. E ancora, come evidenziato dal comunicato stampa: “La conversazione è stata costruttiva e cordiale e ha confermato il nostro reciproco interesse per l’ulteriore sviluppo della cooperazione multiforme tra Russia ed Emirati Arabi Uniti”.
Mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che “l’Iran vuole un accordo. È ovvio, non vogliono essere bombardati” emergono nuovi sviluppi che potrebbero favorire una de-escalation delle tensioni nella regione. Secondo un alto funzionario citato da Al Arabiya e Al Hadath, Oman e Iran avrebbero raggiunto un’intesa volta alla riapertura temporanea dello Stretto di Hormuz, in attesa di una soluzione definitiva. L’annuncio ufficiale potrebbe giungere nei prossimi giorni, una volta ottenuto il via libera del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. L’accordo, della durata prevista di 60 giorni, ha l’obiettivo di ripristinare la navigazione nello stretto e sbloccare la situazione attuale, creando le condizioni per l’avvio di successivi negoziati tecnici. La proposta non prevede l’introduzione di diritti di transito per le navi.
In base all’intesa, le imbarcazioni in ingresso dovrebbero transitare attraverso il canale di navigazione più vicino alle coste iraniane, mentre quelle in uscita dovrebbero impiegare il canale più prossimo all’Oman. Il futuro utilizzo del canale centrale sarà invece oggetto di una fase negoziale successiva, subordinata al completamento delle operazioni di sminamento e delle procedure tecniche necessarie.

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