“Report” sotto esame: verifiche sul Codice Etico per “Food for Profit”

sabato, 8 Agosto 2026
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Una nuova puntata di Report finisce sotto la lente della Commissione per il Codice Etico della Rai. Al centro delle verifiche c’è la puntata trasmessa il 5 maggio di due anni fa e condotta da Sigfrido Ranucci, durante la quale venne proposto il documentario Food for Profit, realizzato dalla giornalista Giulia Innocenzi.

L’inchiesta affrontava il tema degli allevamenti intensivi e criticava il modello della zootecnia industriale, sostenendo inoltre la necessità di intervenire progressivamente sui finanziamenti pubblici italiani ed europei destinati al settore. Il caso è stato rilanciato ieri da il Giornale, ma la vicenda era già stata oggetto, all’epoca della trasmissione, di diverse interrogazioni alla Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi presentate da esponenti di Fratelli d’Italia.

Al centro delle contestazioni c’era soprattutto l’assenza, secondo i parlamentari, di un adeguato contraddittorio. Nelle interrogazioni veniva infatti criticato il modo in cui il programma aveva affrontato il tema, con riferimento al sistema degli allevamenti italiani e all’intera filiera agroalimentare legata al Made in Italy.

Un altro elemento ora al vaglio della Commissione riguarda i finanziamenti ricevuti per la realizzazione del documentario. Tra i sostenitori, oltre a diverse organizzazioni non governative, figurava anche l’imprenditore olandese Michiel Van Deursen, attivo nel settore legato al veganismo, che avrebbe contribuito con 5mila euro alla produzione.

È proprio questo finanziamento ad alimentare i dubbi su un possibile conflitto di interessi. Van Deursen sarebbe infatti legato al fondatore di una società di venture capital che investe in startup e aziende impegnate nello sviluppo di innovazioni definite “rivoluzionarie”. L’imprenditore, inoltre, avrebbe sostenuto in più occasioni la necessità di promuovere norme a tutela degli animali e favorevoli alla diffusione del veganismo.

Nel documentario trasmesso da Report venivano indicate, tra le possibili alternative al modello tradizionale, anche una maggiore diffusione degli alimenti a base di insetti e della carne sintetica, sia prodotta in laboratorio sia attraverso colture cellulari. Un tema particolarmente delicato anche alla luce del fatto che il 16 novembre 2023, prima della messa in onda della puntata, il governo italiano aveva approvato una legge che vieta produzione, importazione e commercializzazione della carne coltivata.

Sono questi elementi ad aver spinto la Commissione Rai ad avviare le verifiche sul rispetto del Codice Etico di viale Mazzini. L’ipotesi da chiarire è se il finanziamento privato del documentario possa aver determinato un potenziale conflitto di interessi. Le verifiche restano inoltre collegate all’eventuale via libera della Procura di Roma all’avvio dell’audit interno.

Giulia Innocenzi ha respinto le contestazioni. Dopo la pubblicazione dell’articolo, sulla propria pagina Facebook ha definito la vicenda come una serie di “non notizie” e ha precisato che Food for Profit non avrebbe ricevuto finanziamenti pubblici, spiegando di aver raccolto personalmente i 350mila euro necessari alla sua realizzazione.

Sulla questione è intervenuto anche Roberto Natale, membro del Consiglio di amministrazione Rai, secondo cui «l’etica della professione è una cosa seria, non un randello di parte».

Ora spetterà alla Rai stabilire, attraverso le verifiche avviate, se nella realizzazione e nella messa in onda del documentario siano state commesse eventuali violazioni del Codice Etico.

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