La Uefa starebbe valutando l’apertura di un’indagine sulla condotta di Gianni Infantino durante i 16 anni trascorsi all’interno dell’organizzazione. A riferirlo è il Telegraph, secondo cui la possibile verifica nasce dalle rivelazioni relative a un presunto risarcimento pagato dalla Uefa a una donna che avrebbe avuto una relazione con l’attuale presidente della Fifa.
I vertici del calcio europeo, secondo il quotidiano britannico, vorrebbero fare chiarezza sulle modalità con cui sarebbero stati effettuati i pagamenti e capire se l’eventuale relazione possa aver avuto conseguenze sulle decisioni prese dal personale della Uefa nel periodo in cui Infantino ricopriva l’incarico di segretario generale.
L’eventuale indagine, sempre secondo quanto riportato dal Telegraph, non si limiterebbe al singolo episodio, ma potrebbe prendere in considerazione più in generale la condotta di Infantino durante tutto il periodo trascorso nella federazione europea.
La vicenda si inserisce in un momento di tensione attorno al presidente della Fifa, che nei giorni scorsi è stato al centro di altre accuse riportate dai media britannici, tra cui quella secondo cui la Uefa avrebbe sostenuto economicamente una buonuscita destinata alla presunta amante di Infantino. Il presidente della Fifa ha respinto le accuse.
La federazione mondiale ha reagito duramente alle recenti ricostruzioni, sostenendo che sarebbe in corso un tentativo organizzato di indebolire la leadership di Infantino. «È sempre più evidente che è in atto uno sforzo concertato e continuo da parte di alcuni per indebolire la Fifa e il suo Presidente», ha affermato la Fifa in una nota.
Nel comunicato, la federazione sottolinea inoltre che il presidente è stato eletto democraticamente dalle 211 federazioni affiliate e continua a ricoprire il proprio incarico sulla base del mandato ricevuto. La Fifa contesta anche alcune delle informazioni pubblicate dai media, definendole «affermazioni prive di fondamento» e «accuse palesemente false».
«Speculazioni e insinuazioni non dovrebbero essere presentate come fatti, e la ripetizione di un’accusa non la rende vera», sostiene la federazione, ribadendo la propria intenzione di difendere Infantino da quelle che considera ricostruzioni inesatte o fuorvianti.
La Fifa riconosce comunque la legittimità dei controlli e delle verifiche sul proprio operato, ma mette in guardia dal rischio che lo scrutinio possa trasformarsi in uno strumento per mettere in discussione il mandato democraticamente conferito al presidente.
«La Fifa accoglie con favore un legittimo scrutinio», ha spiegato un portavoce, «ma lo scrutinio non costituisce una licenza per distorcere i fatti, amplificare accuse prive di fondamento o creare diversivi volti a ostacolare i progressi».
La federazione ha infine ribadito che la propria responsabilità è nei confronti delle 211 federazioni affiliate e del calcio mondiale. L’obiettivo, viene sottolineato, resta quello di rafforzare l’organizzazione, aumentare le opportunità per le federazioni e proseguire il processo di sviluppo e globalizzazione del calcio.
La possibile iniziativa della Uefa potrebbe dunque aprire un nuovo capitolo sulla lunga esperienza di Infantino nel calcio europeo e mondiale, mentre la Fifa continua a difendere con fermezza il proprio presidente dalle accuse emerse nelle ultime settimane.
