È Carmelo Burgio il candidato di Futuro Nazionale alle prossime elezioni comunali di Milano. Ad annunciarlo, sabato 8 agosto, è stato Roberto Vannacci dal palco della Versiliana, presentando l’ex generale dei carabinieri come un uomo delle istituzioni con una lunga esperienza nel settore della sicurezza.
«È un collega, un generale dei carabinieri, un uomo delle istituzioni», ha detto Vannacci, sottolineando come Burgio abbia «dedicato la sua vita all’Italia, alla sicurezza e alla sua patria». Il leader di Futuro Nazionale ha ricordato anche il passato da paracadutista del candidato, definendolo una persona abituata ad affrontare situazioni complesse e a ottenere risultati dove altri avrebbero fallito.
Burgio ha comandato le province di Trapani e Caserta. Proprio in Campania, secondo Vannacci, avrebbe avuto un ruolo importante nel contrasto al clan dei Casalesi, conducendo operazioni che avrebbero prodotto risultati significativi. «Ha una grandissima esperienza nel campo della sicurezza», ha sottolineato il leader di Fn.
Vannacci ha poi citato la situazione di Rogoredo, quartiere milanese noto per la presenza di una grande area di spaccio. «Sono convinto che se chiedessimo a Burgio di rastrellare Rogoredo, saprebbe come farlo», ha dichiarato, aggiungendo che non avrebbe bisogno dei consigli del prefetto Gabrielli. «Lo ripeto perché per me è un chiodo fisso», ha spiegato Vannacci, indicando poi Scampia e altre aree dove, a suo giudizio, sarebbe necessario «far tornare lo Stato in possesso della sovranità».
Nel corso dell’intervento, Vannacci ha rivendicato anche la crescita del suo movimento. «Fn è un partito piccolo ma corre come un treno», ha affermato, facendo riferimento ai risultati ottenuti nei sondaggi a pochi mesi dalla nascita del partito. «Qualcuno diceva il partito dello zero virgola. E qualcuno si dovrà ricredere», ha aggiunto.
Sul piano economico, Vannacci ha spiegato la propria ricetta per trovare le risorse necessarie a finanziare le politiche del partito: «O si abbassa la spesa pubblica o si aumentano gli introiti fiscali. Non faccio finanza creativa». Tra le priorità indicate ci sono la riduzione degli sprechi e dei sussidi considerati inutili, insieme al rilancio delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie.
«Vorremmo che l’Italia diventasse un Paese di tutti ricchi, di tutti proprietari», ha detto Vannacci, sostenendo la necessità di ridurre il peso dello Stato sulle attività imprenditoriali. E sul paragone con Silvio Berlusconi ha replicato: «Lo prendo come un complimento».
Futuro Nazionale, ha poi annunciato, punta a presentarsi alle elezioni in tutte le principali città italiane: «Correremo a Milano, Roma, Bologna e Napoli». Il partito intende inoltre partecipare alle prossime elezioni politiche presentandosi con il proprio simbolo. Quanto alle possibili alleanze, Vannacci ha spiegato che verranno eventualmente definite prima del voto.
Il leader di Fn ha quindi rivendicato la volontà di mantenere ferme quelle che definisce le «linee rosse» del movimento. «Siamo disposti a discutere con tutti», ha detto, negando però di aver avuto un incontro con Beppe Grillo. «Io parlo con tutti, sono disposto a confrontarmi con tutti, ma le mie posizioni restano quelle», ha chiarito.
Vannacci ha infine affrontato il tema dell’Europa. Più che l’uscita dall’Unione europea, secondo il leader di Fn, sarebbe necessario intervenire sui trattati e modificare il Patto di stabilità e il concetto di sovranità degli Stati. «Questa Europa è come le sabbie mobili. Ci sta ingoiando a poco a poco», ha affermato, citando anche la crescita di Alternative für Deutschland in Germania e auspicando l’elezione di Marine Le Pen in Francia.
«Non siamo disposti a negoziare le nostre linee rosse», ha concluso Vannacci. «All’interno di queste linee rosse, però, siamo disponibili a parlare con tutti e a trovare un’intesa con tutti».
