Salvini attacca la Spagna sui migranti: “Con 500mila regolarizzati, inevitabile che altri ci provino”

domenica, 9 Agosto 2026
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Nuovo scontro sulla gestione dei flussi migratori tra Italia e Spagna. Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini critica duramente la decisione del governo spagnolo di ripristinare i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall’Italia, definendo la situazione una conseguenza delle politiche migratorie adottate da Madrid.

«Oggi il governo di estrema sinistra spagnolo sfiora il ridicolo: è chiaro che se regolarizzi di colpo 500mila clandestini, non puoi stupirti se migliaia cercano la stessa sorte», afferma Salvini in un’intervista al Corriere della Sera. Per il leader della Lega, la questione non riguarda il sovranismo, ma «buonsenso e concretezza». «Quando proteggiamo i nostri confini, difendiamo quelli di tutto il continente. L’Italia lo sta facendo, la Spagna no», sostiene.

Salvini torna poi sul caso che lo ha visto coinvolto in un lungo procedimento giudiziario per aver bloccato, quando era ministro dell’Interno, gli sbarchi di migranti da una nave di una Ong spagnola. Un’esperienza che il vicepremier richiama anche commentando l’emergenza a Ceuta e i timori per una possibile nuova ondata migratoria in occasione di Ferragosto.

«Ci sono stati 141 morti in poche ore a Ceuta: fosse successo a me, da ministro, mi avrebbero dato l’ergastolo», afferma Salvini. Secondo il leader della Lega, è significativo che anche parte della sinistra abbia iniziato a riconoscere i rischi legati ai grandi flussi migratori. «Dopo decenni passati a negarlo, ora si riconosce che le ondate migratorie possono destabilizzare un Paese o un intero continente», sostiene.

Salvini considera inoltre concreto il rischio di infiltrazioni terroristiche tra i migranti arrivati a Ceuta. «Il rischio a Ceuta purtroppo è reale: e se tra quei 50mila si fossero nascosti jihadisti o terroristi pronti a colpire?», si domanda.

L’intervista affronta anche i rapporti all’interno del centrodestra e il caso di Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale, recentemente entrato nella Lega. Salvini non nasconde la propria amarezza per il percorso politico dell’ex esponente leghista: «Era ai vertici di un partito di governo. L’ha abbandonato per stare comodamente all’opposizione e votare varie volte con Schlein e Conte per provare a mandare a casa il centrodestra».

Il vicepremier cita anche il Piano Casa, sul quale, a suo dire, Vannacci avrebbe votato contro insieme all’opposizione. «Non mi pare la strategia di chi vuole far parte di una coalizione», afferma. Quanto alla scelta di averlo accolto nella Lega, Salvini ammette: «Pentito no, deluso sì». E aggiunge: «Ho tanti difetti, ma nella mia vita ho sempre mostrato rispetto e lealtà. Ma capisco che riconoscenza e lealtà non siano qualità di tutti».

Infine, Salvini commenta il direttivo della Lega riunito venerdì scorso e le possibili contestazioni attese a Pontida. Il leader del partito definisce l’incontro «un momento di confronto importante», ricordando di aver ascoltato per cinque ore i diversi esponenti della Lega, da Attilio Fontana a Alessandra Locatelli fino a Massimiliano Romeo e ai sindaci del partito.

«La Lega è una grande famiglia: ci si confronta con franchezza, si possono avere idee diverse, ma poi si lavora insieme», sottolinea Salvini. E in vista di Pontida guarda alle prossime sfide politiche: «Abbiamo già tanti avversari esterni, soprattutto a sinistra e tra moralisti vari: è così perché siamo scomodi».

La conclusione è dedicata proprio alla storica manifestazione leghista: «Pontida sarà come sempre una grande giornata di orgoglio, passione e partecipazione».

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