Report, pronta la relazione del comitato etico Rai: scatta il toto-nomi per il dopo Ranucci

giovedì, 13 Agosto 2026
3 minuti di lettura

Decisione dell’Ad Rossi attesa dopo Ferragosto. L’amministratore delegato valuta la sospensione cautelativa. Da Gabanelli agli inviati storici  tutte le ipotesi sulla conduzione

Il futuro di Sigfrido Ranucci e della conduzione di Report è giunto a uno snodo cruciale. Potrebbe planare già in queste ore sulla scrivania dell’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, l’attesa relazione del Comitato etico (la Commissione stabile per il codice etico) sulle condotte del giornalista. Il documento, che rimarrà strettamente riservato, fornirà al capo dell’azienda gli elementi per valutare i prossimi passi.

Tuttavia, per conoscere la decisione finale bisognerà attendere: una mossa ufficiale di Rossi, che detiene in merito una prerogativa esclusiva, non arriverà prima della pausa di Ferragosto. Tra le ipotesi sul tavolo prende quota quella di uno “stop cautelativo”, una sospensione temporanea per mettere al riparo la storica trasmissione d’inchiesta mentre proseguono le verifiche interne.

Le due direttrici: Comitato Etico e Audit Interno

La lente d’ingrandimento di Viale Mazzini si muove su due binari paralleli ma distinti per metodo, tempi e oggetto di indagine: il Comitato Etico da una parte, e l’Internal Audit dall’altra. Il filo rosso che unisce i due procedimenti è Delia Gandini, dirigente responsabile dell’Internal audit e membro dello stesso Comitato etico.

Il Comitato Etico ha lavorato con tempistiche rapide. Oltre ad aver ascoltato lo stesso Ranucci e, verosimilmente, il direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini, l’organismo si è concentrato sulle presunte violazioni comportamentali. Nel mirino ci sarebbero le affermazioni ritenute denigratorie rivolte all’azienda, ai dirigenti e ai colleghi. Sotto la lente anche la presunta condivisione di documenti interni: dalla missiva in cui Corsini chiedeva a Ranucci un “riequilibrio” delle inchieste, alla circolare con cui Rossi imponeva a Report un capostruttura dedicato. A complicare il quadro, la questione degli accessi fisici nella redazione Rai di via Teulada: il Comitato avrebbe chiesto conto degli ingressi concessi a Valter Lavitola e Maria Rosaria Boccia.

Il nodo delle inchieste “suggerite”: al via l’audit

Ben più lunghi e complessi si preannunciano i tempi per l’Audit interno, un passaggio reso quasi inevitabile da quanto emerso recentemente dalle carte della Procura. Il procedimento dovrebbe prendere il via dopo questo weekend, prolungandosi presumibilmente per tutto il mese di agosto.

L’obiettivo dell’audit è sviscerare eventuali distorsioni del modus operandi giornalistico della redazione. Per questo motivo, le audizioni si allargheranno all’intera struttura e alla redazione di Report. Si cercherà di capire se alcuni servizi siano stati “suggeriti” o influenzati da interessi esterni. Tra i dossier attenzionati figurerebbero l’inchiesta sul cantiere navale Adria, quelle sugli impianti eolici, sui vertici della Cisl e su alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, oltre al documentario Food for profit firmato da Giulia Innocenzi. Dal canto suo, Ranucci ha sempre respinto ogni addebito circa presunti condizionamenti esterni delle inchieste. L’audit, inoltre, si aggiornerà costantemente in base alle eventuali novità provenienti dalle indagini della magistratura.

I possibili scenari per il conduttore

Cosa rischia dunque Sigfrido Ranucci? A rigore, l’Ad Giampaolo Rossi non è tenuto ad aspettare la fine del lungo audit interno per decidere le sorti del giornalista. Il verdetto sulla conduzione di Report potrebbe basarsi unicamente sugli addebiti sollevati in queste ore dal Comitato etico, o persino sulla semplice constatazione che sia venuto meno il “rapporto di fiducia”, elemento fondante per l’affidamento di una trasmissione di punta.

Un’eventuale rimozione dalla conduzione, tuttavia, non equivarrebbe a un licenziamento né alla revoca della vicedirezione degli Approfondimenti. Per adottare misure così drastiche servirebbero infatti provvedimenti motivati e formali che, allo stato attuale delle cose e salvo colpi di scena, non sembrano essere all’orizzonte.

Se l’Ad Rossi dovesse ritenere esaurito il “rapporto di fiducia” con Ranucci (senza necessariamente procedere a licenziamenti o alla revoca della vicedirezione degli Approfondimenti), si aprirebbe il delicatissimo tema della successione. Ai piani alti della Rai impazza già il toto-nomi, con un paletto chiaro: nessuno dei profili in lizza è di “destra”, per non snaturare il Dna della trasmissione.

Le ipotesi sul tavolo sono diverse e riguardano sia i volti che il format. Si valuta l’eliminazione della figura del conduttore classico a favore di un “collage” continuo di servizi, o in alternativa una conduzione corale a più voci. La continuità interna è la pista più calda. La conduzione potrebbe passare agli inviati storici del programma, Giorgio Mottola e Giulio Valesini, magari in coppia, per garantire il passaggio di testimone meno traumatico possibile per il pubblico.

I volti Rai: circolano con insistenza i nomi di Federico Ruffo (attualmente alla guida di Mi manda Raitre), Alessio Zucchini (volto noto del Tg1), Maria Cuffaro (storica firma del Tg3) e Sabrina Giannini, già anima di Report e oggi conduttrice di Indovina chi viene a cena?.

 Torna ciclicamente in auge il nome di Massimo Giletti, che tuttavia è già blindato dal suo programma di approfondimento su Rai3. Ma l’ipotesi più affascinante, seppur definita “azzardata” nei corridoi di Viale Mazzini, è quella del clamoroso ritorno della fondatrice, Milena Gabanelli.

I prossimi giorni di agosto, tra carte etiche e audizioni, saranno decisivi per scrivere il futuro del giornalismo d’inchiesta della tv di Stato.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.