Il gigante di Seattle chiede alla FCC l’autorizzazione per 5.105 satelliti Direct-to-Device. Un’operazione strategica da 11,6 miliardi per recuperare il gap con Elon Musk e servire l’ecosistema Apple.
Amazon compie il passo decisivo per entrare nel mercato della telefonia mobile via satellite. Attraverso la controllata Amazon Leo (ex Progetto Kuiper), il colosso tecnologico ha presentato una richiesta formale alla Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti per il dispiegamento di 5.105 satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) a partire dal 2028. L’obiettivo è abilitare la connettività Direct-to-Device (D2D), consentendo agli smartphone tradizionali di accedere a chiamate vocali, messaggistica, traffico dati ad alta velocità e comunicazioni di emergenza anche nelle aree prive di copertura cellulare terrestre.
L’iniziativa rappresenta una sfida diretta a Starlink, che vanta già oltre 600 satelliti dedicati alla telefonia su una flotta complessiva di quasi 10.000 unità ed è operativa grazie ad accordi con grandi telco come T-Mobile, Salt e Deutsche Telekom. Per accelerare i tempi e recuperare il ritardo accumulato, Amazon affianca al proprio programma per l’internet fisso l’acquisizione strategica di Globalstar per quasi 11,6 miliardi di dollari. L’operazione garantisce ad Amazon le licenze di spettro indispensabili per i servizi satellitari mobili e consolida l’importante partnership con Apple — partecipante al 20% in Globalstar —, aprendo la strada all’estensione dei servizi dati e voce per gli utenti iPhone.
Rimanere competitivi nello spazio richiede tuttavia ingenti risorse finanziarie. Come evidenziato da un’analisi di Novaspace e Boston Consulting Group, i satelliti in orbita bassa hanno un ciclo di vita limitato a circa sei anni e richiedono continui rinnovi milionari, a fronte di ricavi per utente finale molto contenuti. La sfida decisiva per Amazon Leo non risiederà soltanto nella copertura di rete, ma nella capacità di valorizzare i servizi Direct-to-Device presso gli operatori telefonici tradizionali e il mercato professionale B2B, sbloccando applicazioni chiave per la continuità operativa della logistica, la sicurezza dei lavoratori in aree remote e la ridondanza delle comunicazioni aziendali d’emergenza.



