Colleferro. Un incidente che nasconde un segreto inconfessabile. Ecco quale

venerdì, 14 Agosto 2026
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Giovedì 13 agosto un incendio, seguito da una violenta esplosione, si é sviluppato in un grande stabilimento di munizioni a Colleferro, un piccolo comune nella provincia di Roma. L’incidente é avvenuto presso l’ex stabilimento Simmel Difesa, attualmente di proprietà di Knds Ammo Italy, come riportato dall’Agenzia Ansa. L’incendio e l’esplosione si sarebbero verificati nel reparto di pressatura delle polveri dello stabilimento. Diverse squadre di Vigili del Fuoco sono state inviate sul posto. Fortunatamente non ci sono state vittime, ma l’esplosione é stata molto potente e, a detta di testimoni residenti in loco, sembrava un terremoto. Al momento sono ignote le cause dell’incidente. Ma c’é una traccia. La Knds Ammo Italy é la divisione italiana di munizioni del gruppo franco-tedesco di difesa Knds, che ha ampliato la capacità produttiva di vari stabilimenti di sua proprietà, in seguito alla guerra russo-ucraina. Lo stabilimento di Colleferro produce munizioni di medio e grosso calibro, da 25 a 155 mm, inclusi esplosivi, spolette, componenti metallici, testate e munizioni complete per forze terrestri, navali e aeree. E’ inoltre coinvolto nella produzione di propellenti solidi per razzi. La società madre é tra i principali partner industriali del governo ucraino. Ha fornito infatti all’esercito di Kiev centinaia di sistemi di arma, tra cui i carri armati Leopard e gli obici semoventi Caesar e ha aperto una filiale in Ucraina nel 2024, per la riparazione di mezzi militari e per la produzione congiunta di proiettili di artiglieria da 155 mm. In merito a questo evento é emerso un altro fatto inquietante: l’incidente a Colleferro é avvenuto poco dopo un’altra esplosione, verificatasi in una fabbrica di munizioni in Bulgaria, vicino al villaggio di Belitsa nel Comune di Tryavna. La fabbrica bulgara esplosa sarebbe di proprietà della Emco, un’altra azienda che ha profondi legami con l’Ucraina nel settore della difesa. Non c’é da credere al caso: 1 + 1 = 2. Probabilmente gli “incidenti” sono i primi atti di sabotaggio, eseguiti da corpi speciali russi ai danni di aziende europee, che riforniscono di armamenti l’esercito di Kiev. Al momento sembra che si tratti di operazioni militari sotto copertura, in merito alle quali possa essere opposta la cd. “negazione plausibile”. Cioè a dire che in assenza di prove, riconducibili a Mosca, i russi potrebbero sempre negare di essere stati gli autori delle operazioni di sabotaggio. In ogni caso se fosse vera questa ipotesi, le conclusioni sarebbero più che sicure: una guerra tra Federazione Russa ed Europa Occidentale é quanto mai vicina.

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