El Niño si rafforza: verso un possibile evento storico, effetti anche su Europa e Italia

domenica, 16 Agosto 2026
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El Niño si rafforza: verso un possibile evento storico, effetti anche su Europa e Italia

El Niño torna a far paura e nell’ultimo mese ha mostrato un ulteriore rafforzamento. Nel Pacifico equatoriale orientale le anomalie della temperatura superficiale del mare hanno superato i +2 °C, un valore significativo per un fenomeno capace di influenzare l’equilibrio climatico dell’intero pianeta.

A preoccupare è anche ciò che sta accadendo sotto la superficie dell’oceano. Nel corso di luglio la temperatura delle acque subsuperficiali è aumentata sensibilmente, con anomalie che hanno raggiunto addirittura +10 °C in profondità. Il termoclino, cioè lo strato che separa le acque più calde superficiali da quelle fredde profonde, risulta inoltre più profondo rispetto alla media.

I dati indicano quindi un accumulo di calore particolarmente intenso. Secondo il Climate Prediction Center statunitense, il sistema formato dall’interazione tra oceano e atmosfera ha evidenziato un ulteriore rafforzamento di El Niño.

Possibile evento storico in autunno

Le previsioni ufficiali sull’evoluzione dell’ENSO indicano che il fenomeno potrebbe continuare a intensificarsi nei prossimi mesi. Tra ottobre e dicembre 2026, secondo le proiezioni, ci sarebbe una probabilità del 69% che si verifichi un episodio di intensità eccezionale, potenzialmente superiore ai precedenti eventi osservati dal 1950 e vicino alla soglia dei +2,5 °C.

Un eventuale “super El Niño” non significherebbe automaticamente che ogni area del pianeta sarebbe colpita da eventi estremi, ma aumenterebbe la probabilità di effetti climatici coerenti con il fenomeno.

Cosa può succedere in Europa

L’influenza di El Niño sull’Europa è meno diretta rispetto alle aree affacciate sul Pacifico, ma può comunque contribuire a modificare la circolazione atmosferica globale. Il fenomeno può favorire, in particolare durante l’estate, la persistenza di robuste strutture anticicloniche subtropicali sulle nostre regioni, contribuendo a periodi più caldi e duraturi.

Per l’Italia questo potrebbe tradursi in una maggiore frequenza di condizioni di caldo intenso e afa, inserendosi in un quadro climatico già caratterizzato da temperature elevate.

Allo stesso tempo, l’interazione tra diverse configurazioni atmosferiche può favorire repentini cambiamenti del tempo, con il passaggio da fasi molto calde a episodi temporaleschi particolarmente intensi. Un’alternanza sempre più evidente tra ondate di calore, improvvisi nubifragi e precipitazioni estreme.

Il possibile rafforzamento di El Niño nei prossimi mesi rappresenta quindi un elemento da monitorare attentamente. Le previsioni non consentono di stabilire oggi quali saranno gli effetti specifici sull’Italia, ma un evento di forte intensità potrebbe aumentare la probabilità di anomalie climatiche anche alle nostre latitudini.

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