Sale nuovamente la tensione tra Israele e Hezbollah nel sud del Libano. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha lanciato un nuovo avvertimento al movimento sciita e a chiunque attacchi militari o cittadini israeliani, annunciando una risposta senza esitazioni.
«Nessun conto, in nessun fronte, resterà aperto. Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini», ha scritto Katz su X. Le dichiarazioni arrivano dopo una nuova serie di raid israeliani condotti nel sud del Libano, che secondo le autorità libanesi hanno provocato almeno 11 morti e 19 feriti. Si tratta di una delle giornate più sanguinose dall’avvio della tregua e degli accordi di giugno che avevano contribuito a ridurre i combattimenti tra le due parti.
Le operazioni israeliane hanno interessato diverse località della regione di Nabatieh. Secondo l’agenzia nazionale libanese, sette persone sono morte dopo che un attacco ha colpito un’abitazione nel villaggio di Ansar, mentre altre quattro vittime sono state registrate a Deir El Zahrani. Tra i morti di Ansar figurano anche tre bambini e due donne.
La risposta israeliana
L’esercito israeliano ha confermato di aver condotto attacchi contro quelle che ha definito infrastrutture militari di Hezbollah all’interno di una zona di sicurezza nel sud del Libano. Secondo la ricostruzione fornita dall’Idf, i raid sono arrivati in risposta a un’azione del movimento contro le truppe israeliane, durante la quale tre soldati sono rimasti gravemente feriti.
L’attacco, secondo quanto riferito dalle autorità israeliane, sarebbe stato effettuato con un drone. Israele ha sostenuto inoltre di aver colpito obiettivi legati alla struttura militare di Hezbollah nella zona.
La nuova ondata di violenza riaccende così i timori di un ulteriore deterioramento della situazione lungo il confine. Gli attacchi rappresentano infatti una delle escalation più pesanti registrate nelle settimane successive agli accordi di giugno, mettendo nuovamente alla prova il fragile equilibrio raggiunto tra Israele e Hezbollah.
La minaccia di Katz
Nel messaggio pubblicato sui social, il ministro della Difesa israeliano ha ribadito che Israele intende rispondere a qualsiasi attacco contro i propri cittadini o militari. Le parole di Katz arrivano in un momento particolarmente delicato, mentre resta irrisolta la questione della presenza israeliana nel sud del Libano e del disarmo di Hezbollah.
L’accordo raggiunto a giugno prevede infatti un percorso che dovrebbe portare al disarmo del movimento e, successivamente, al ritiro delle forze israeliane dalle aree occupate. La questione resta però fortemente contestata da Hezbollah, che respinge le condizioni previste dall’intesa.
Intanto, dopo i raid, Hezbollah ha promesso una risposta, alimentando il timore che la nuova spirale di attacchi possa allargarsi ulteriormente. La situazione nel sud del Libano resta quindi estremamente fragile, con la popolazione civile nuovamente esposta alle conseguenze dell’escalation militare.
