Terremoto in Indonesia, nessun italiano tra le vittime. La Farnesina verifica la situazione di 500 connazionali

domenica, 16 Agosto 2026
3 minuti di lettura

Non risultano, al momento, cittadini italiani tra le vittime del devastante terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’isola di Flores, in Indonesia. A comunicarlo è la Farnesina, mentre continua ad aggravarsi il bilancio della tragedia. Secondo l’ultimo aggiornamento delle autorità indonesiane, i morti accertati sono almeno 47, ma le operazioni di ricerca e soccorso proseguono nelle aree ancora difficili da raggiungere. Sono oltre 5mila le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni.

La situazione resta complessa soprattutto nelle località più vicine all’epicentro. Frane, interruzioni dell’elettricità e problemi alle comunicazioni rendono infatti difficili i collegamenti con diversi villaggi e non consentono ancora di avere un quadro definitivo delle conseguenze del sisma.

Il ministero degli Esteri italiano, attraverso l’Unità di crisi e l’ambasciata italiana a Giacarta, sta verificando le condizioni dei circa 500 connazionali che si trovano attualmente a Flores. In tutta l’Indonesia, invece, gli italiani presenti sarebbero circa 5mila. Al momento non vengono segnalati né morti né feriti italiani.

Turisti stranieri feriti

Dalle informazioni diffuse dai media locali arrivano intanto i primi dettagli sulle conseguenze del terremoto nelle aree turistiche dell’isola. A Labuan Bajo, sulla costa occidentale di Flores e principale punto di partenza per le escursioni nell’arcipelago di Komodo, due turisti stranieri sono rimasti feriti durante l’evacuazione dall’Hotel Jayakarta, una delle strutture maggiormente danneggiate.

I due turisti sono cittadini cinesi e sono stati trasportati al Siloam Hospital di Labuan Bajo. Uno avrebbe riportato ferite alla schiena, mentre l’altro avrebbe riportato lesioni al naso e a una gamba.

Nelle cronache locali non risultano invece, almeno finora, italiani ricoverati, dispersi o coinvolti nei crolli. Le autorità del distretto di Manggarai Barat, dove si trova Labuan Bajo, hanno inoltre riferito che nessun turista sarebbe morto nella zona.

Un altro dato riguarda i visitatori rimasti temporaneamente bloccati sull’isola di Padar dopo la sospensione della navigazione per l’allerta tsunami. Sarebbero stati quasi mille, circa 986, e sono stati successivamente riportati a Labuan Bajo. Le persone ospitate negli alberghi sono state fatte uscire dagli edifici e trasferite in aree di raccolta considerate più sicure.

La situazione degli italiani

Tra gli italiani presenti a Flores ci sono anche tredici turisti bolognesi, alcune famiglie con bambini che si trovavano in barca nell’arcipelago di Komodo quando è stata diramata l’allerta tsunami. Il gruppo ha raggiunto la terraferma, si è spostato in una zona elevata e ha successivamente cercato di anticipare il rientro.

Non trovando disponibilità sui primi voli, i tredici hanno fatto ritorno in un albergo di Labuan Bajo, prenotando un collegamento verso Bali per domenica.

Il quadro dei trasporti, inizialmente descritto come quasi paralizzato, appare tuttavia più articolato. L’aeroporto di Komodo a Labuan Bajo è rimasto operativo e anche la navigazione turistica e passeggeri è progressivamente ripresa.

Non tutti i collegamenti, però, hanno funzionato regolarmente. Alcuni voli sono stati cancellati e diverse tratte hanno richiesto controlli supplementari. Gli aeroporti di Maumere e Labuan Bajo risultavano invece operativi.

Le zone più colpite

Flores è un’isola molto estesa e gli effetti del terremoto non sono stati uniformi. L’epicentro è stato localizzato in mare, a circa 30 chilometri a nord-est di Mbay, nel distretto di Nagekeo, quindi a notevole distanza da Labuan Bajo.

Le conseguenze più gravi, tra crolli e frane, si concentrano nelle aree centrali dell’isola, dove i soccorritori continuano a lavorare per raggiungere le comunità più isolate.

Anche Labuan Bajo ha comunque vissuto momenti di forte paura. Alcuni edifici hanno riportato crepe e danni, mentre la parte anteriore dell’Hotel Jayakarta ha subito cedimenti importanti. Gli ospiti sono stati trasferiti e anche i pazienti di alcune strutture ospedaliere sono stati portati all’esterno per precauzione.

Il sisma ha provocato inoltre un innalzamento del livello del mare di circa 36 centimetri. L’allerta tsunami è stata successivamente revocata alle 8.30, ora locale. Le autorità hanno quindi autorizzato la graduale ripresa dei trasporti, invitando comunque residenti e turisti a non entrare negli edifici danneggiati.

Le scosse di assestamento sono proseguite per tutta la giornata, alcune delle quali con magnitudo superiore a 6.

Il caso dei sei italiani truffati

In queste ore è emersa anche una vicenda che riguarda sei turisti italiani e che, però, è precedente al terremoto. Il gruppo aveva acquistato un pacchetto di quattro giorni e tre notti nel Parco nazionale di Komodo dall’agenzia Labuan Bajo Top.

Secondo la denuncia presentata dai turisti, il titolare dell’agenzia avrebbe interrotto i contatti senza versare al gestore della nave il denaro necessario per la crociera. Per poter effettuare comunque l’escursione, i sei italiani sarebbero stati costretti a trovare e pagare autonomamente un’altra imbarcazione.

Al termine del viaggio, la sera del 12 agosto, il gruppo si è rivolto alla polizia di Manggarai Barat. Le autorità locali hanno confermato il caso e avviato un’indagine sulla vicenda.

Resta ora da chiarire se questi sei turisti siano già rientrati dall’Indonesia o si trovassero ancora a Flores al momento del terremoto.

Intanto, per i circa 500 italiani presenti sull’isola, la notizia più importante resta l’assenza, al momento, di connazionali tra le vittime e tra i feriti identificati. La situazione rimane però sotto stretta osservazione: nelle aree più colpite i soccorritori continuano a scavare e il bilancio della tragedia potrebbe ancora cambiare.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.