Cisgiordania, l’appello di Papa Leone XIV: «Basta violenze sui civili, urgente la soluzione a due Stati»

lunedì, 17 Agosto 2026
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Dalla residenza estiva di Castel Gandolfo, il Pontefice rinnova la richiesta di pace in Terra Santa e invoca la fine delle discriminazioni, rivolgendo un pensiero anche all’Ucraina e ai Giochi del Mediterraneo di Taranto.

Un accorato e urgente appello affinché tacciano le armi e si trovi una via d’uscita diplomatica duratura per il Medio Oriente. Al termine dell’Angelus recitato da Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV è tornato a denunciare con forza i conflitti in corso, chiedendo la fine immediata delle aggressioni contro la popolazione palestinese e sollecitando la diplomazia internazionale a riprendere con decisione il percorso verso due Stati indipendenti.

Lo stop alle violenze e la prospettiva diplomatica

«Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania e chiedo con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati, per una pace giusta e duratura», ha dichiarato il Santo Padre di fronte ai fedeli riuniti per la preghiera mariana.

L’intervento si pone in ideale continuità con le parole pronunciate il giorno precedente durante la solennità dell’Assunta. In quell’occasione, il Papa aveva invocato la vicinanza della Chiesa a tutte le comunità provate dalla guerra: dai fedeli della Terra Santa ai popoli ucraino e russo, fino ai cristiani vittime di persecuzioni e discriminazioni nel mondo. Il Pontefice ha inoltre espresso il proprio cordoglio per la popolazione della Colombia, colpita di recente da un tragico terremoto.

Fede e dignità umana contro le barriere

Nel commentare il passo evangelico della donna cananea, Leone XIV ha rimarcato come l’insegnamento di Cristo chieda di superare ogni divisione. «La tavola di Dio è preparata per tutti e a nessuno sono riservate le briciole», ha ricordato il Santo Padre, sottolineando che di fronte alla fede diventano inaccettabili le diseguaglianze e le ingiustizie che calpestano la dignità umana.

I Giochi di Taranto come «profezia di pace»

A conclusione della recita dell’Angelus, il Santo Padre ha rivolto lo sguardo ai XX Giochi del Mediterraneo. Ricordando l’inizio della manifestazione che vedrà impegnati atleti provenienti da tre continenti differenti (Europa, Africa e Asia), Leone XIV ha formulato l’auspicio che l’evento sportivo rappresenti una vera e propria «profezia di pace e di fratellanza tra i popoli di questa regione e del mondo intero». 

 Infine ha invitato la comunità dei fedeli a rimanere salda nella speranza nonostante le sofferenze globali, richiamando l’inno del Magnificat come forza guida per non cedere alla rassegnazione. Un richiamo corale a farsi “strumenti di riconciliazione” in un mondo ferito, ricordando che la vera bellezza di una comunità risiede nella capacità di mostrare nella propria carne e nelle proprie azioni i segni di un amore senza fine.

Vittorio Zenardi

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