Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha difeso le esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti, definendole di natura puramente difensiva, e ha annunciato un’accelerazione dei piani per l’autonomia strategica del Paese. Le dichiarazioni arrivano dopo che Donald Trump ha ordinato al segretario alla Difesa Pete Hegseth di “ridurre sostanzialmente” le esercitazioni congiunte con Seul, per non inviare segnali “ostili” a Pyongyang. La mossa del presidente americano ha sollevato interrogativi sulla tenuta della cooperazione di sicurezza nella penisola coreana e nell’intera regione indo-pacifica.
Le esercitazioni Ulchi Freedom Shield, iniziate ieri e in corso fino al 27 agosto con la partecipazione di circa 18.000 militari sudcoreani, sono al centro della tensione diplomatica. A fare da contrappeso alla postura statunitense, Giappone e Australia hanno ribadito il valore della cooperazione trilaterale, esprimendo preoccupazione per le conseguenze del riallineamento di Washington.
Corea del Sud, Lee su disimpegno Stati Uniti: “Prepararsi a scenario peggiore”
Il presidente Lee ha chiarito che le esercitazioni con gli Stati Uniti non sono dirette contro la Corea del Nord né mirano ad aumentare le tensioni nella penisola. Mantenere la pace è “la cosa più importante” per il Paese, ha detto il presidente sudcoreano, aggiungendo tuttavia che è necessario prepararsi allo “scenario peggiore”.
Sul fronte dell’autonomia militare, Lee ha ribadito l’obiettivo di completare entro la fine del suo mandato, nel 2030, il trasferimento da Washington a Seul del controllo operativo delle forze armate sudcoreane in caso di guerra. Ha inoltre ordinato di accelerare il progetto per l’acquisizione di sottomarini a propulsione nucleare, sostenendo che l’autonomia militare e la solida alleanza con gli Stati Uniti “debbano rafforzarsi a vicenda”. Il presidente ha infine chiesto di proseguire senza esitazioni il piano di unificazione delle tre accademie militari sudcoreane, nel quadro dell’adattamento delle forze armate alle nuove forme di guerra ibrida.
Tokyo e Canberra preoccupati: “La cooperazione trilaterale è fondamentale”
A Canberra, il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi ha espresso pieno sostegno alla cooperazione in materia di sicurezza con Washington e Seul nel corso di una visita in Australia, svoltasi poche ore dopo le dichiarazioni di Trump sul suo “ottimo rapporto” con il leader nordcoreano Kim Jong-un. “Poiché il Giappone si trova ad affrontare il contesto di sicurezza più difficile e complesso dell’era postbellica, la cooperazione tra Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud è fondamentale per la pace e la stabilità della regione”, ha dichiarato Koizumi ai giornalisti.
Il ministro della Difesa australiano Richard Marles, intervenuto nel corso del punto stampa congiunto con l’omologo giapponese, ha sottolineato le preoccupazioni di Canberra per le ambizioni nucleari di Pyongyang. “L’Australia è molto preoccupata per il programma nucleare della Corea del Nord, così come per il suo programma missilistico, e lo abbiamo costantemente sottolineato”, ha detto Marles, aggiungendo che “la Corea del Nord è responsabile di parecchie” delle sfide che caratterizzano l’attuale scenario internazionale.

